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Hugh and Boris

Mitigata dai piacevoli effetti dell’Indian Summer che ha interessato l’isola, la politica inglese si prepara a concludere la stagione delle conferenze dei suoi tre maggiori partiti, prima di tornare a fare sul serio in Parlamento. Gli ultimi in ordine di tempo a ritrovarsi a corte sono i conservatori del Primo ministro David Cameron che nel suo discorso ha chiesto ai cittadini britannici di saldare i propri debiti per permettere all’economia di uscire da una recessione anormale.

Capi alle prese con una leadership da rafforzare se non riaffermare, come hanno dovuto fare Nick Clegg tra i liberaldemocratici o Ed Miliband con i laburisti. Salvo incappare in due imprevisti capaci di conquistare spazio e attenzione: un attore con una missione politica e un politico che veste ottimamente i panni dell’attore. Perché se apparentemente Hugh Grant e Boris Johnson hanno ben poco in comune, a conti fatti hanno lasciato un segno allo stesso modo.

Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/hugh-grant-e-boris-johnson-la-politica-inglese-non-la-fanno-piu-i-leader#ixzz1Zz7xiLx4

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Strategia (conservatrice) per il futuro

Ad una settimana dal trionfo elettorale nelle amministrative, David Cameron si confessa allo Spectator. La rivista una volta diretta da Boris Johnson. Champagne for the brain.

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Buon lavoro, Tories

Ieri notte, all’una ora italiana, sullo sfondo del City Hall Ken Livingstone sorrideva. Copriva la sconfitta con una espressione rilassata mentre venivano comunicati i dati ufficiali. Boris Johnson, il vincitore, al contrario fissava serio la folla davanti a lui e per qualche istante ha lasciato in disparte il suo classico biglietto da visita di clown. Oggi Londra si è risvegliata con un sindaco conservatore.

Borsi Johnson vince per tutti in Uk. Vince per se stesso, lui che è stato sempre dipinto come uno poco raccomandabile. Vince per il partito conservatore che torna così a gioire dopo più di un decennio di agonia, travolto dal New Labour targato Tony Blair. Ora ci sono David Cameron, il New Conservatism e, per l’appunto, Boris Johnson, Mayor della capitale se non proprio del mondo, quasi. Perché Londra è sempre Londra, anche con gli eccessi del mutliculturalismo e della bontà di cuore nei confronti delle comunità islamiche che hanno fondato una città nella città, Londonistan.

Johnons non ha tradito ieri notte, ha preso la parola e ha detto che sa benissimo che Londra non è conservatrice, ma spera che lo diventi presto. Si è anche congratulato con lo sconfitto Ken il Rosso perché è sempre stato uno degli acerrimi nemici del New Labour. Ha ricordato gli attentati del luglio 2005 e si è augurato che la sua città possa tornare ad essere la migliore. E ha dichiarato che i Conservatori si sono trasformarti in un partito nel quale credere.

Nessuno crede più in Brown al contrario. Il povero malcapitato che deve gestire la fine di un’era dopo l’addio di Blair, uno che è riuscito a gestire in modo più professionale i brutti momenti del suo governo. Il Primo Ministro ha ammess che si tratta di una lezione da imparare il più presto possibile. Ma la questione non si esaurisce qui. Brown è da nove mesi a capo della combricola, il risultato di ieri non può essere solo il frutto di questo ultimo anno di gestione finanziaria e amministrativa. E’ il riflesso di un percorso più lungo. E come astutamente ha ricordato ieri Johnson, Livingstone non è esattamente un esempio di New Labour, come a voler suggerire che, a conti fatti, la soluzione è molto più semplice da scovare: stanno tornando i Tories.

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Mr. Mayor

LONDON – Boris Johnson, journalist and conservative.

ORE 24:57 Sommando i primi voti e i secondi voti, Boris Johnson è il nuovo sindaco di Londra.

ORE 24:40 Sky News dà Boris Johnson a 1.043.761 voti (43%), mentre Ken Livingstone è a quota 893.877 (37%) con 14 constituencies su 14. E’ il risultato delle first preferences. Ora si comincia da capo per vedere le second.

ORE 24:30 Il blog del Telegraph scrive di un 8-6 per Johnson. I complimenti per Boris dal suo (ex) Spectator.

ORE 24:20 Sky dà Johnson al 42%, Livingstone al 37%.

ORE 24:13 Altra prima pagina, quella del Times

ORE 24:00 Johnson 43%, Livingstone 39% dopo 10 constituencies su 14. Sky News parla di un 46% per Johnson.

ORE 23:51 Livingstone guida ad Einfeld & Haringey e Lambeth & Southwark, mentre Sky News dà in vantaggio Johnson in 8 constituencies su 14.

ORE 23:50 Alcune prime pagine di domani dei quotidiani inglesi

ORE 23:30 Nella zona più sicura per i Tories, West Central, Johnson avrebbe vinto con il 56% dei consensi contro il 29 di Livingstone.

ORE 23:25 Risultati non ancora definitivi, al momento Boris Johnson ha 520.00 voti contro i 454.000 di Ken Livingstone, parlando di first preferences, con 7 constituencies scrutinate su 14.

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London calling

E’ il titolo di una canzone dei Clash e il testo si adatta bene all’espressione indossata questa mattina da Gordon Brown, quando ha parlato di una notta buia e tempestosa per il partito laburista. Il Regno Unito – e l’Inghilterra in particolare – si sta tingendo di blu, quello che per tradizione è il colore dei Conservatori, ora un po’ più verdi del solito con la tattica Cameron che sostituisce la torcia con l’alberello. Siamo ancora in attesa dei risultati definitivi di Londra, che però sta già chiamando a raduno quelli che hanno deciso di stare dalla parte di Boris Johnson.

Quel Boris Johnson che una ne pensava e mille ne faceva ai tempi della direzione dello Spectator. Leggenda mica tanto fantasiosa raccontava di un piano bar nel suo ufficio da direttore, giusto rendere meno faticoso il lavoro nella rivista Tory per eccellenza. Sembra anche che Michael Howard un giorno si sia presentato per dargli una lavata di testa. Non ha avuto successo, considerata che la testa di Boris è la stessa di sempre.

I media italiani, as usual, si sono dati una mossa e in questi giorni hanno – a loro modo – trattato l’argomento Johnson vs. Livingstone a loro modo. Sottolineando, del primo, quasi esclusivamente l’origine un po’ asiatica, un po’ americana e un po’ britannica, le figure che pianta con stile in televisione grazie alle sue gaffes e la vita disordinata che conduce. Boris Johnson è un personaggio, questo piccolo particolare è stato logicamente tralasciato. E’ uno che, a vederlo, o lo eviti accuratamente o, come in vecchi romanzi che fanno tanto vecchia Inghilterra, lo prendi come uomo di fiducia e gli dici: senti un po’, non so per quale motivo, ma mi stai simpatico. Vedi di non deludermi. E il pupillo alla fine non tradisce.

Difficile che Giovinciuffo Cameron abbia adottato questa tattica nel candidarlo a sindaco di Londra. Però potrà goderne i benefici per lungo tempo. Albione si tinge sempre più di blu, se poi dovessero essere confermati i dati di Londra, Cameron potrebbe benissimo intonare Blue moon.

Ps: Boris: London is a different kettle of fish.

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Go Boris, go!

Per completare una grande vittoria dei Tories nel Regno Unito, manca solo Londra. Da Simone live blogging.

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Political map

Qui trovate la cartina geografica britannica in vista delle prossime elezioni amministrative. Occhi puntati su Londra, incrociando le dita per Boris Johnson.

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