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Lezione all’inglese

Il Fatto targato Travaglio ha scovato una fonte di spessore per parlare male di Silvio Berlusconi: The Economist, il settimanale britannico che non ha mai nascosto una certa antipatia per il Cavaliere. Il quotidiano manettaro ospita un’intervista a David Lane, definito “occhio ‘neutro’ sul nostro paese”. Bastano due battute per rendersene conto:

Bè, “Il Divo” non è l’unico caso…
No. Vogliamo “toccare” Silvio Berlusconi? Mi spiega in quale altro paese democratico un primo ministro può rifiutarsi di rispondere alla magistratura? Le rispondo io: nessuno.

Cosa sarebbe avvenuto in Inghilterra?
Escluso, politicamente finito. Gli sarebbero state imposte le dimissioni, a lui e a quelli come lui. Compreso Schifani.

Un esempio?

1963: John Dennis Profumo (di origini italiane, ndr) si dimette dall’incarico di segretario di Stato alla guerra, per le bugie su una sua relazione con una showgirl, sentimentalmente coinvolta anche con un funzionario dell’ambasciata sovietica.

A essere precisi, Lane si dimentica di aggiungere nell’affare Profumo comparivano spie, spionaggio e controspionaggio, talpe inglesi che informavano il Cremlino. Insomma: Profumo era un segretario alla Guerra ricattabile. Lo è anche Berlusconi? Al massimo potrebbe essere preso in giro per le sue abilità amatorie. Ma stando ad ascoltare le registrazioni della signora D’Addario, pare che il Cav. abbia fatto un gran figurone.

Ci sa tanto di invidia tutto questo…

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Tutta colpa di Rep., lo dice Mauro

Abbiamo comprato Repubblica oggi perché non volevamo perderci il fondo di Ezio Mauro. Sabato 3 ottobre è ormai una data destinata a fare storia in Italia, in centinaia di migliaia si sono dati appuntamento a piazza del Popolo a Roma per manifestare e sostenere la libertà di stampa. Che già uno a questo punto dovrebbe porsi una domanda: si manifesta per la libertà di stampa quando c’è il rischio che questa sia minacciata, giusto? E allora com’è che un giornale che rientrerebbe nella categoria dei minacciati, Repubblica, riesce a mobilitare così tanta gente? E se è vero che esiste una minaccia, significa che si profila all’orizzonte un regime, giusto? E non sarebbe arguto, da parte di tale regime, impedire adunate oceaniche come quelle di oggi per liberare la strada da qualsiasi intoppo?

Ma torniamo all’editoriale di Ezio Mauro. Gran retorica, un pezzo ben vergato che ci spiega come in Europa i cittadini sappiano molto più di noi riguardo a Silvio Berlusconi. Si avrebbe quasi la tentazione di trasferirsi oltre confine, però inevitabilmente fa capolino un nuovo quesito: ma allora tutta questa storia che Repubblica e il gruppo Espresso ci hanno rifilato per un’estate intera? Sono tutte balle quelle che ci hanno raccontato D’Avanzo e soci? Perché se è vero che in Europa sono a conoscenza di molti più risvolti rispetto a noi che ci siamo abbeverati alla fonte di largo Focchetti, allora se manca libertà di informazione è proprio per colpa di Ezio Mauro.

Ecco quanto scrive il direttore di Rep.:

(Il cittadino, ndr) non sa nulla dello scandalo che da sei mesi circonda il Capo del governo, lo ossessiona portandolo ad insultare i giornali che ne parlano, e gli impedisce di far politica liberamente, ostaggio com’è delle sue contraddizioni e delle sue bugie. Qualunque medio lettore di qualsiasi giornale europeo ne sa molto di più.

Così scrisse Ezio Mauro e noi ci siamo rimasti molto male. Perché davvero pensavamo fosse tutta colpa di Berlusconi. E invece no, è tutta colpa sua, di Ezio, del suo giornale e pure dell’Espresso. E pensare che avevamo letto tutte le trascrizioni delle registrazioni di Patrizia D’Addario, addirittura le avevamo ascoltate sul sito del gruppo editoriale gestito da De Benedetti. Avevamo preso piena coscienza di quanto stesse accadendo nelle camere di Palazzo Grazioli e nelle orecchie abbiamo ancora le note della canzoncina che faceva da sottofondo agli incontri intimi. E che di fronte al calo delle vendite di Repubblica, avevamo attribuito la colpa sempre al Caimano, reo di tagliare la pubblicità alla stampa avversa alla sua opera peronista. Sei mesi dopo Noemi, Patrizia e Barbara, Mauro ci ha svelato che in realtà i cittadini italiani non sanno nulla, nonostante Repubblica abbia rischiato di romperci le scatole con queste vicende.

Ma che mattacchione che rimane comunque questo Mauro, perché pur di non farsi beccare con le dita nel vasetto di marmellata, ha mobilitato tutta la coscienza civica di questa nazione sotto il belo sole di ottobre, in piazza del Popolo. Ah, il popolo. Quello che stamattina evidentemente ha dimenticato di leggere l’editoriale del nuovo condottiero delle masse.

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La Maria Goretti di Michele

La puttanata di Annozero

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Masturbazione radical-chic

E via, ci sono le registrazioni. Quelle che in teoria erano sigillate dal pm di Bari e che invece L’Espresso ha messo on line. Si sentirebbero la D’Addario e Berlusconi che parlano di presunte trombate a Palazzo Grazioli. La D’Addario, nel frattempo, ha ricevuto 32.000 euro da una rivista scandalistica spagnola per posare senza veli. Insomma, si è venduta come fa qualsiasi prostituta. Il Cavaliere ha fatto sesso con lei? Beh, con le prostitute di solito non si fanno grandi chiacchierate.
Ma la morale monta. La gente si fionderà in edicola (sicuri?) per comprare Repubblica e L’Espresso e farà i commenti: ma come si fa, un uomo pubblico?
Kennedy, Mitterand, Brandt, Clinton e tre quarti dei reali nella storia hanno fatto lo stesso, chi non lo faceva era uno sfigato. Fior fiori di commendatori che sostenevano la Dc e si facevano fotografare con i vescovi nascondevano le amanti dalle mogli, mantenendole. Il potere corrompe, è un dato oggettivo. Chi ha potere ha pure le donne.
Ma la morale monta. Certi sinistrosi con attico in centro protesteranno, le donne dei salotti buoni liquideranno Berlusconi come un “imprenditore arricchittosi”, non è mica un signore nato, lo è diventato. Sono gli stessi sinistrosi con attico in centro che non sanno di chi è il loro figlio, talmente i loro salotti buoni sono alcove segrete, come quella di Togliatti con Nilde Jotti in Botteghe Oscure. Ci hanno raccontato che il loro amore era sincero e privato, ma intanto lui si faceva un’altra mentre stava con una terza, la moglie cornuta.
Ci sono le registrazioni e tutti diventano moralisti. Noi ci complimentiamo con Silvio perché, tra una prostata birichina e uno svenimento, ha trovato le forze per divertirsi alla sua età. Poco ci importa se per quelli antropologicamente superiori finiamo per essere parte di un branco di brontosauri. Loro il cervello all’ammasso lo hanno versato molto prima di noi.

E via, ci sono le registrazioni. Quelle che in teoria erano sigillate dal pm di Bari e che invece L’Espresso ha messo on line. Si sentirebbero la D’Addario e Berlusconi che parlano di presunte trombate a Palazzo Grazioli. La D’Addario, nel frattempo, ha ricevuto 32.000 euro da una rivista scandalistica spagnola per posare senza veli. Insomma, si è venduta come fa qualsiasi prostituta. Il Cavaliere ha fatto sesso con lei? Beh, con le prostitute di solito non si fanno grandi chiacchierate.

Ma la morale monta. La gente si fionderà in edicola (sicuri?) per comprare Repubblica e L’Espresso e farà i commenti: ma come si fa, un uomo pubblico?

Kennedy, Mitterand, Brandt, Clinton e tre quarti dei reali nella storia hanno fatto lo stesso, chi non lo faceva era uno sfigato. Fior fiori di commendatori che sostenevano la Dc e si facevano fotografare con i vescovi nascondevano le amanti dalle mogli, mantenendole. Il potere corrompe, è un dato oggettivo. E chi ha potere ha pure le donne. Ce lo siamo sempre detti: “Chissà quante se ne tromba quello?” commentiamo riferendoci ad uno che sappiamo essere – in piccolo o in grande – un potente. E poi, scusate?, ma tutte quelle belle figliole che se ne stanno con dei cessi perché questi hanno i soldi? Funziona così dai tempi di Adamo ed Eva.

Ma la morale monta. Certi sinistrosi con attico in centro protesteranno, le donne dei salotti buoni liquideranno Berlusconi come un “imprenditore arricchittosi”, non è mica un signore nato, lo è diventato. Sono gli stessi sinistrosi con attico in centro che non sanno di chi è il loro figlio, talmente i loro salotti buoni sono alcove segrete, come quella di Togliatti con Nilde Jotti in Botteghe Oscure. Ci hanno raccontato che il loro amore era sincero e privato, ma intanto lui si faceva un’altra mentre stava con una terza, la moglie cornuta.

Ci sono le registrazioni e tutti diventano moralisti. Noi ci complimentiamo con Silvio perché, tra una prostata birichina e uno svenimento, ha trovato le forze per divertirsi alla sua età. Poco ci importa se per quelli antropologicamente superiori finiamo per essere parte di un branco di brontosauri. Loro il cervello all’ammasso lo hanno versato molto prima di noi.

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Clamoroso

Patrizia D’Addario smentisce di essere stata pagata da Berlusconi. Su Repubblica.it

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