Archivi del mese: novembre 2011

Un commissario a pranzo con Guareschi

La buona fede non si discute, anzi va premiata. Quando il commissario europeo agli Affari economici, Olli Rehn, nel corso della missione in Italia ha detto che don Camillo e Peppone “sosterrebbero oggi il governo Monti”, meritava un applauso: non perché avesse ragione, ma perché ha dimostrato di conoscere un tale scrittore parmense che può vantare traduzioni in tutto il mondo. “Ho sempre amato la cultura italiana, da ragazzo leggevo i libri di Guareschi”: ha svelato Rehn che così facendo ha reso omaggio ad un autore a lungo trascurato dalle nostri parti. Il tempo è galantuomo.

È strano sentire un esponente politico – per lo più nemmeno italiano – scandire quel nome. Gli si può così perdonare la forzatura nell’interpretazione che ha dato alle vicende del parroco e del sindaco comunista perché difficilmente i due avrebbero appoggiato Mario Monti. Per il semplice fatto che Giovannino stesso avrebbe espresso dei dubbi. Non che Guareschi, se fosse vivo oggi, mancherebbe di dare credito al nuovo presidente del Consiglio. Ma le sue pagine sono piene di spunti che offrono una versione diversa da quella di Rehn.

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Le relazioni pericolose

Quasi un mese fa, alla House of Commons è andata in scena la più larga rivolta all’interno di una maggioranza di governo sul tema Europa: il 25 ottobre il Primo ministro conservatore David Cameron ha dovuto fare i conti con 81 ribelli che avevano avanzato una mozione contraria alla linea del partito, perché come da accordi elettorali si tenesse un referendum popolare sul ruolo della Gran Bretagna all’interno dell’Unione. Una proposta bocciata dal resto dei Comuni, ma che ha portato a galla tutto il malcontento che serpeggia tra i Tory – in particolare tra i Mainstream Conservatives legati a David Davis – sulla decisione del loro leader di fare retromarcia: prima di arrivare a Downing Street, Cameron aveva più volte confermato l’ipotesi di sottoporre il quesito all’opinione pubblica, salvo poi cambiare opinione.

Regno Unito ed Europa: un romanzo che dura da anni e che periodicamente si aggiorna. Settimana scorsa a Berlino, Cameron e Angela Merkel davanti ai giornalisti hanno fatto buon viso a cattivo gioco, suggerendo quanto sarebbe necessario che l’Ue facesse di fronte alla crisi economica che la sta investendo, adottando tutte le misure che occorrono. Ma Londra non ha alcuna voglia di impiegare i propri soldi nel piano e non è un caso che Berlino da qualche settimana stia punzecchiando la Gran Bretagna per tirarla del tutto nell’agone.

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Autoconservazione

Ve la ricordate Giovanna Melandri che dalla tribuna dello stadio di Berlino sfoggiò il tricolore, dopo che l’Italia aveva vinto la Coppa del Mondo 2006 dalla tribuna d’onore dello stadio olimpico di Berlino? Prima che la truppa azzurra partisse per la spedizione in Germania, la Melandri – in qualità di ministro delle Politiche giovanili e dello Sport, aveva affermato che non era proprio il caso di avere Marcello Lippi in panchina perché uomo della Juventus di Luciano Moggi finita nel tritacarne di Calciopoli. Andò a finire che Lippi, Fabio Cannavaro e Gianluigi Buffon (scuderia bianconera) diventarono alcuni dei volti chiave di quell’impresa e la Melandri sventolò con orgoglio la nostra bandiera.

Siamo bravi noi italiani a cambiarla, la bandiera. Bastano pochi attimi dopo anni spesi da una parte piuttosto che dall’altra. Abbiamo ancora in circolazione intellettuali che vergarono pezzi sulla superiorità della razza ariana, con la tessere del partito fascista in tasca, e poi divenuti comunisti, custodi del verbo della lotta di classe. In questi giorni, mentre pare che ormai si stia per chiudere un’altra epoca politica, tocca ai fu berlusconiani. La nave affonda? Si accaparrano una scialuppa di salvataggio e remano verso lidi più sicuri. È puro spirito di autoconservazione animale, dopo tutto.

(continua su The Right Nation)

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5 Novembre 1605, nasce la faccia di Anonymus e Indignados

Remember, remember, the fifth of November, Gundpower Treason and Plot”, recita la filastrocca. Ricorda il 5 di novembre, il giorno della congiura delle polveri: era il 1605 e quella notte il Parlamento londinese sarebbe dovuto saltare in aria per mano di un gruppo di cattolici tra i quali figurava Guy Fawkes, oggi volto noto per via di quella maschera resa famosa dal film “V for Vendetta”, emblema della battaglie di hacker e indignati. L’obiettivo dell’attentato di quel 5 novembre era Giacomo I, sovrano protestante. I papisti d’altronde non piacevano nemmeno ad un filosofo come John Locke: sudditi di un re straniero e quindi una minaccia per la stabilità dell’Inghilterra e del suo impero.

La storia della Gran Bretagna è un continuo susseguirsi di complotti, traditori e spie che spesso si muovevano tra i corridoi di corte. Come Roger Mortimer, nobiluomo che non solo divenne amante della moglie di Edoardo II, Isabella di Francia, ma l’aiutò a deporre il marito dal trono dopo aver fatto da garante al contratto matrimoniale tra i due. La sua gloria durò tre anni, prima di essere fatto prigioniero dal figlio più grande di re Edoardo: i suoi giorni finirono il 29 novembre 1330 e il suo corpo fu lasciato appeso alla forca per due giorni e due notti, come monito ai sudditi. Oppure come James Scott, duca di Monmouth e figlio illegittimo di Carlo II che nel 1685 si pose a capo di una sollevazione nei confronti di Giacomo II. Sconfitto in battaglia, riuscì a scappare prima di essere catturato e condannato per tradimento. I suoi sostenitori, all’incirca un migliaio, furono anch’essi condannati a morte o esiliati nelle Indie Occidentali. Una fine drammatica venne riservata anche a William Wallace che se nell’immaginario comune è il patriota scozzese per eccellenza, per gli inglesi era un pericoloso nemico: catturato il 5 agosto 1305 a Glasgow, il 23 agosto fu prima trascinato da un cavallo per la strade di Londra e in seguito il suo corpo venne diviso in quattro parti, con la testa appesa al London Bridge.

Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/guy-fawkes-v-for-vendetta#ixzz1d6nNueBn

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