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Foglianti per un week end

Il quotidiano di Giuliano Ferrara oggi pubblica un articolo a firma di Filippo Rubè: Qualcuno fu berlusconiano – L’ennesima metamorfosi collettiva è già partita. Molti si affannano a eliminare le prove di un’appartenenza che li imbarazza. Acrobazie verbali e riposizionamenti

Nel nostro piccolo, avevamo affrontato l’argomento qualche giorno fa.

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Consigli per le letture

Sul sito del Foglio sbarca il blog di Mattia Ferraresi, corrispondete da Washington ed compagno di scuola (di giornalismo). Lui, evidentemente, le lezioni le ha apprese molto bene. Pur non seguendole. Buon lavoro, Cico.

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Vorremmo fare gli americani

Come scrive Giuliano Ferrara quest’oggi. Ma meglio abbandonare sin dall’inizio i sogni quando è certo che saranno impossibili.

Nei partiti, per usare il gergo fesso dei mozzorecchi, si “rubava” e si “ruba” a man bassa, anche perché se non rubi tu ruba un altro e ti porta via il partito di sotto il naso, e che che conta non è il finanziamento illegale della politica ma la politica. Se si voglia un sistema moralizzato, con la corruzione limitata, bisogna che i partiti siano agili comitati elettorali, che la politica si faccia solo nelle assemblee elettive e nel potere esecutivo, e che l’attività dei politici in pubblico si riduca sostanzialmente al fund raising regolarmente denunciato nelle liste pubblice del lobbying. Il modello c’è, è quello americano. Sono passati vent’anni dal regno di Craxi, dieci dalla sua morte, e nessuno ha nemmeno pensato di andare in questa direzione.

Craxi e i quattrini, il Foglio, 19 gennaio 2010

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Tacco 12 in libertà

Ci sarà da azzuffarsi anche sulla cravatte (si spera sempre nell’editto che vieti i nodi larghi), sui tacchi, sui predellini, sulle scollature delle ragazze, solitamente più accentuate in Forza Italia.

Annalena Benini sul congresso prossimo venturo del Pdl (Il Foglio, venerdì 27 febbraio 2009)

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Autoreferenzialità

Tra un po’ verrà di moda lamentarsi e invocare il ritorno delle barricate, alle faziosità, al girotondo. E’ dubbio che gli italiani reggano a lungo una dose troppo massiccia di ordinaria e straordinaria decenza politica ed istituzionale.

Il Foglio, giovedì 29 maggio 2008, “Cose da pazzi, cioè normali”, pag. 3

E’ presto per dire che il clima degli anni precedenti sia cambiato del tutto e per tutto. Gli italiani si stancano presto di molte cose, quindi c’è da attendersi qualsiasi cosa.

Mondopiccolo, 15 maggio 2008, “La metamorfosi del Cavaliere?

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Sana lettura

Colpiti come siamo dalle ingiurie del tempo, teniamo lo stesso a assicurare gli interlocutori delle altre liste di avere seguito con elettrizzazione crescente il dibattito sui valori che ha preso piede dopo le prime, comprensibili reticenze. La signora Santanché che resta verticale, parecchie colleghe che si disporrebbero in orizzontale, l’Amor nostro che (forse) la Santanché se la farebbe, quest’ultima che manco morta gliela lascerebbe vedere, il candidato Veltroni che luma le ragazze, però pure la moglie, il senatore Salvi il quale si astiene sul fatto che siano più bone a destra, garantendo però che scopino meglio a sinistra, il sesso nascosto dietro ai cespugli dei giardinetti, quello a pagamento nei capannoni industriali delle periferie, una volta riadattati, e insomma, tutto questo complesso di argomenti delicati e intimi, che si è fatto vitalmente largo nell’ultimo scorcio di campagna elettorale, avremmo voluto discuterlo con la passione che merita. Ci scusiamo per non averlo fatto. Il fatto è che quando, col dovuto tatto, abbiamo chiesto alle nostre amiche Orsoline di mettere per una volta giarrettiere e tacchi a spillo, sapeste le occhiatacce.

Andrea’s version, il Foglio, 11 aprile 2008

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