Archivi del mese: giugno 2008

Miss, mia cara miss…

Ieri la Sharapova. E vabbé, può succedere. Ma oggi no. Ed invece Ana Ivanovic ci ha lasciati, eliminata da una cinese numero 133 al mondo a Wimbledon. E noi che si fa ora?

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Illo tempore

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Scusate ma…

… devo tenere a bada ancora un altro sito. Questo.

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Sono pure biografo

O almeno così credono in questo blog. La cosa fa molto piacere. Soprattutto perché si tratta della mia mini biografia di Giovannino.

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Due parole all’amico friulano

Il caro Simone è una persona intelligente, si ferma a pensare e poi parla – eccetto quando alza il gomito, per quanto in quel momento sia lucidissimo nel ragionamento. Anzi, lo è ancor di più. Purtoppo a volte pensa più del dovuto. E finisce per dare ragione ad un Ezio Mauro qualunque.

La questione del lodo Schifani, lo abbiamo fatto intendere, ci interessa per un solo motivo. Se permette ad un presidente del Consiglio – e non necessariamente a Berlusconi – di governare questo paese senza correre il rischio di dover perdere tempo correndo dietro a giudici e processi. La magistratura dalle nostre parti è sempre attenta e pronta a finire sotto i riflettori, quindi il rischio che corre il Cav. potrebbe correrlo qualsiasi altro. Certo non è la priorità dell’Italia di adesso. L’Italia, ormai, è tutta una priorità.

Il caro amico Simone fa differenze tra decreti legge e disegni di legge. Onestamente, memore degli studi di diritto pubblico e costituzionale, qualcosa so. Ma, altrettanto onestamente, questa differenza non mi tocca. L’importante è che una cosa la si faccia e questa del lodo va fatta immediatamente. As soon as possible. Ma non per un favore a Berlusconi, ma alla macchina politica. Che deve mettersi in moto altrettanto as soon as possible.

Quale sia il paese reale lo sappiamo. Ce lo siamo detti un sacco di volte, anche faccia a faccia. Anche quando, lo scorso novembre, parlando del futuro del centrodestra in quel di Roma, c’era a chi non importava alcunché di televisione, rapporti interpartitici e affarucci vari. Gli premeva la sicurezza. Lo stare tranquilli a casa propria, in uno stato che fosse il suo stato e non quello docilmente piegato alla sopportazione delle richieste altrui – leggi: extracomunitarie.

Un’opera colossale. Una grande opera come la Tav o il ponte sullo stretto di Messina. Anzi, ancor di più, perché se funzionerà l’Italia funzioneranno anche i treni e le automobili. Occorre che il macchinista rimanga concentrato sul motore. Quindi che non si trovi a perdere tempo con ciarlatani di toga vestiti. Il lodo passi pure, passi subito. Poi è chiaro che, a quel punto e con i numeri in Parlamento, non ci sarebbero più scuse.

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Cvd

Noi vi avevamo avvertiti. Il clima del “vogliamoci bene” sembra ormai giunto al capolinea. Il corteggiamento tra Berlusconi e Veltroni era lo specchio per le allodole. La realtà si sta rivelando per quella che è. Il Partito democratico deve fare i conti con le due anime che lo compongono (Ds – Margherita), mentre il governo del Cav. è alla prova più importante della sua luna di miele: inziare a combinare qualcosa. Tante parole, tante promesse, tanti buoni propositi. La politica richiede che dalla teoria si passi presto alla pratica.

In queste ore assistiamo alla polemica sulle così dette leggi ad personam, vecchio fantasma che torna puntualmente in auge ogni volta che Berlusconi è presidente del Consiglio. Quella del lodo Schifani è faccenda seria. Oddio, così non dovrebbe essere perché noi attendiamo con maggiore impazienza il pacchetto sicurezza e le riforme economiche, ma questo è ciò che passa il convento al momento. Se serve a tenere il governo concentrato sul da farsi, sul programma che hanno sottoscritto milioni di italiani, ben venga. Sia idealisti, ma anche pragmatici e non ci meravigliamo più di tanto da queste parti. Piuttosto, la domanda che non ci lascia dormire la notte (ok, ok, abbiamo calcato la mano) è: ma perché diavolo, con la maggioranza che il centrodestra ha in Parlamento, non si iniziato a capovolgere l’Italia?

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Comunicazione di servizio

Per quanto il tempo è quello che è, ormai l’estate giunge. Così questo blog va in ferie. In che senso? Nel senso che sarà aggiornato a rilento, come già annunciato qualche giorno fa. I casi scottanti li affronteremo qui – di solito, prima delle vacanze, la classe politica italiana dà il meglio di sé. Rimaniamo attivi qui e qui. Soprattutto lì, nel ridere un po’ di questo pazzo pazzo mondo.

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