Blue Labour

Le opposizioni interne ai partiti possono fare bene. Tra i conservatori britannici era da un po’ di tempo che il clima si era fatto se non proprio teso, per lo meno poco amichevole. L’alleanza di governo con i liberaldemocratici aveva fatto temere all’ala più dura uno stravolgimento delle priorità per i Tories tornati finalmente al Numero 10 di Downing Street dopo essere sopravvissuti all’epoca del New Labour di Tony Blair. Attorno alla figura carismatica di David Davies si è radunato il drappello dei cosiddetto mainstream Conservatives, che nei mesi scorsi hanno ribadito le loro esigenze in un manifesto piuttosto chiaro: poco stato, taglio netto agli sprechi, legge e ordine, difesa degli interessi inglesi di fronte alla macchina burocratica europea. Un mix di Tories and Libertarians per fermare la piccola – però continua – emorragia di consensi verso lo United Kingdom Independence Party, sbrigativamente bollato dai media italiani come un movimento di estrema destra quando non lo è.

Ora tocca all’opposizione laburista… (continua su Notapolitica.it)

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