Non sanno perdere

Alla fine, il 54% di chi ogni giorno si reca a Mirafiori ha votato per il sì nel referendum sul nuovo accordo tra la Fiat e i sindacati. Ma ovviamente, visto che i numeri sono un’opinione a dispetto delle leggi matematiche, a vincere è stato il no, che ha ottenuto il 46% dei voti. Ha vinto il no, fanno sapere quella della Fiom, perché il sì ha potuto fare affidamento sugli impiegati che, evidentemente, sono meno lavoratori degli operai. Tutto questo, bene intenso, nell’ottica di una generale uguaglianza del proletariato.

Hanno fatto sapere, quelli della Fiom, che nonostante un certo fascismo repressivo che pervade lo stabilimento di Torino, gli operai hanno fatto sentire la loro voce al grande despota, Sergio Marchionne, che non potrà fare a meno di tenere seriamente in considerazione il risultato del referendum. Già: perché se fosse stato negli USA, l’ad Fiat avrebbe dovuto tenere conto della vittoria dei sì, forti del loro 54%, ma trovandosi in Italia, dovrebbe cedere – nelle intenzioni dell’opposizione sindacale – alle richieste della minoranza. Anche in questo caso, tutto nell’ottica di una generale uguaglianza del proletariato che esercita democraticamente il diritto di voto.

Poche storie: vincono soltanto loro, anche quando perdono. Perché di sconfitta si tratta: fino ad un paio di mesi fa, ma ci saremmo aspettati che il sistema sindacale italiano arrivasse ad una spaccatura definitiva al suo interno tra chi si adegua ai tempi che corrono e chi, invece, ha il calendario fermo agli anni ’70. E la Cgil – Fiom ne prenda atto, mentre finge di stappare le bottiglie di spumante perché, a detta loro, una malvagia logica matematica li avrebbe fatti vincere.

Ps: patetica prestazione del giornalista del Fatto, Luca Telese, che ieri si è messo a fare il capo popolo in diretta, ospite del programma di Gianluigi Paragone su Rai 2, L’ultima parola. Ancora più patetica l’arroganza con la quale ha insultato Oscar Giannino in studio (“Si vede dalla tua figura che non sei uno di quelli che lavora alla catena di montaggio”, ha detto il pennivendolo manettaro).

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