La presunzione del narratore

Noi vivremo anche in un mondo piccolo, ma quando accadono dei fatti cerchiamo per prima cosa di capire che cosa è accaduto anche tutt’attorno. Da sabato gli esperti di robe americane che scrivono sui giornali italiani o compaiono dietro gli schermi delle televisioni hanno focalizzato il “mandante” della tragedia di Tucson, Arizona, nella quale è rimasta coinvolta anche la deputata democratica Gabrielle Giffords. E hanno chiuso il caso, tanto che oggi sulle prime pagine la notizia è scomparsa.

Non importano gli sviluppi delle indagini, quelle condotte dalla FBI e della polizia locale. D’altronde, accusare Sarah Palin è fin troppo facile dal momento che al pubblico italiano l’ex governatrice dell’Alaska è stata presentata come una pazza pasionaria e il movimento dei Tea Party come una sorta di milizia ultraconservatrice ai suoi ordini. Le approssimazioni hanno fatto proseliti e per i Vittorio Zucconi di turno non c’è altro da aggiungere. I sospetti – nemmeno gli indizi – parlerebbero da soli.

Pare che pochissimi cronisti di casa nostra si siano presi la briga di guardare alcuni dei video postati su YouTube dal 22enne Jared Lee Loughner: filmati senza senso, dove non compare alcun riferimento politico attuale, messaggi senza senso che danno l’idea della confusione mentale che naviga nel cervello del ragazzo. Eppure, imbevendosi del verbo incarnato nei media liberal statunitensi, le redazioni italiane hanno copiato e incollato i vangeli di turno, salvo poi affidare al Zucconi ritratti di angoli d’America rimasti al tempo del Fra West. Quelli tirano sempre, la firma è una garanzia dell’eterna presunzione dei narratori che ambiscono a diventare protagonisti della storia. Pur non capendone una mazza.

1 Commento

Archiviato in (new)media, Politica

Una risposta a “La presunzione del narratore

  1. pietro

    Tra i coglioni che vedono una correlazione tra un manifesto della Palin in cui la deputata era contrassegnata con un bel mirino da cecchino e il pazzo che gli ha sparato veramente e i coglioni che incolpavano chiunque criticasse Berlusconi delle azioni del pazzo ( certificato dall’ospedale psichiatrico ) Tartaglia non c’è nessuna differenza.
    Tra i massimi rappersentanti della specie Cristian Rocca:
    ALLORA
    http://www.camilloblog.it/archivio/2009/12/15/linsostenibile-leggerezza-di-internet/
    ADESSO
    http://www.camilloblog.it/archivio/2011/01/09/giffords-commento-finale-prima-di-leggere-i-giornali-italiani/
    Mi sembra la solita menata, garantisti con gli amici e forcaioli con i nemici, così l’Italia va a ramengo.

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