Da qui a san Martino

Piove e non la finisce più. Passano i Santi, arrivano i morti. Poi ci sarebbe il 4 novembre che ormai hanno ribattezzato Festa dell’Unità d’Italia, ma sarebbe il caso di ricordare che è l’anniversario della morte di 600.000 uomini su in montagna, arrampicandosi di vetta in vetta per levare di mezzo i nidi di mitragliatrici austriache. Non è un peccato ricordare la fine di una guerra, della Grande Guerra.

Nella terra albionica in questi giorni primi ministri, segretari, parlamentari, conduttori televisivi, personaggi dello sport mettono al petto un papavero perché l’11 novembre cade il Remembrance Day in onore dei caduti militari e civili tra il 1914 e il 1918. Da noi è la festa di san Martino da Tours, l’estate di san Martino, la data che sanciva la fine dei contratti agrari e allora i vecchi mettevano moglie e figli sui carri e traslocavano da un cascinale all’altro.

E’ un peccato che oltre ai soldati caduti in trincea, l’Italia si sia scordata da dove è nata.

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1 Commento

Archiviato in Cultura

Una risposta a “Da qui a san Martino

  1. notitiae

    Bellissimo il riferimento saliente a Martino, alla sua compassione… Noi a Notitiae festeggiamo così: http://notitiae.wordpress.com

    http://www.spoleto7giorni.it/2010/11/san-martino-7-giorni-2010-vota-il-tuo-martino-preferito/

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