Omertà

Non si capisce per quale motivo una notizia finisca sempre in secondo piano. Ieri il segretario del Partito democratico, Pierluigi Bersani, è stato fatto oggetto di minacce con una lettera inviata all’Ansa di Bari: “Bersani deve morire, la sua macchina esploderà”. Un messaggio recapito in quel clima di scontro che è tornato a farsi sentire nel mondo del lavoro, con le sedi della Cisl prese di mira perché il sindacato, a detta di chi rimpiange la lotta di classe, è troppo molle con gli imprenditori. O meglio, i padroni, sempre secondo quei tali.

Non basta il sostengo espresso dalla classe politica nei confronti di Bersani. Occorre portare la questione a galla, mettendo in evidenza che in Italia, nel 2010, le polveri della violenza – anche solo verbale – che nasce nei substrati sociali non sono bagnate. Basta anche solo un zolfanello perché attacchi fuoco, non un gesto eclatante come un fumogeno sparato contro Bonanni.

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