Verginelle al pascolo

Uno non fa in tempo a concedersi qualche lunga escursione sulle montagne che, tornando a valle, sente salire uno strano odore. Viene per esempio a sapere che Berlusconi dovrebbe dimettersi da presidente del Consiglio perché inquisito; che questo governo non ha neppure la minima intenzione a combattere la mafia; che in sedici è andato tutto a ramengo; che moralità e legalità sono finite accoppate da una certa classe dirigente. E pensi: orco cane, Gad Lerner è arrivato fin qui.

Invece no: sono affermazioni che hanno il copyright di Italo Bocchino, Fabio Granata e compagine futurista. Le allegre verginelle che un giorno sì e l’altro pure stanno lì con le dita alzate, impegnati ad immolare il capo che non si era accorto di aver un cognato babbeo in famiglia. Gente che sarebbe ancora a pulire i cessi, se non fosse stato per quel tale che, da dirigente aziendale antidemocratico, li ha presi sotto l’ala quando ancora si vantavano di chiamarsi missini, camerati e si salutavano romanamente.

Tutti lì, a pascolare come vacche (con tutto il rispetto per le quadrupedi).

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5 commenti

Archiviato in Politica

5 risposte a “Verginelle al pascolo

  1. Sagra

    Da autentico Berlusconiano di ferro, ti risulta inconcepibile che a Destra ci possano essere persone con un minimo di senso dello Stato.

    E invece ci sono, e dovrai imparare a conviverci.

    Fattene una ragione

    Sagra

  2. d.ma.

    Allora Sagra passi di qua, ma non leggi: se io sono un berlusconiano di ferro, tu giri con i paraocchi. E in effetti, pare sia proprio così.

  3. Sagra

    Allora cerca di scrivere con un tono meno autocommiseratorio.
    Assomigli sempre più alle Prefiche greche:

    “La prefica (dal latino praefica) era una donna pagata per piangere ai funerali nell’antichità classica. Le prefiche venivano nel corteo funebre precedevano il feretro dietro i portatori di fiaccola, con i capelli sciolti in segno di lutto e cantavano lamenti funebri e le lodi del morto, accompagnate da strumenti musicali, a volte graffiandosi la faccia e strappandosi ciocche di capelli.
    L’uso citato già da Omero, venne proibito, nei suoi eccessi, a Roma dalla legge delle XII tavole. Si mantenne tuttavia anche in epoca cristiana, sebbene combattuto dalle gerarchie ecclesiastiche (l’uso venne condannato in un’omelia di Giovanni Crisostomo).
    L’uso di persone che piangono i morti era praticato ancora in tempi recenti nell’Italia meridionale e si è conservata almeno fino agli anni ’50 ad esempio nei paesi della grecia salentina dove esistevano i “chiangimuerti” e dove si sono tramandate delle famose nenie di origine greca; segnalazioni della sopravvivenza di tale uso si hanno in tempi ancora più recenti in Calabria, dove fino agli anni ’80, in alcuni paesi di montagna dell’entroterra vibonese, era possibile assistere a tali strazianti scene”.

    Su con la vita !!
    Se siamo sopravvissuti noi a Sinistra, sopravviverete anche voi a Destra!

    Sagra

  4. Sagra

    Per essere finani, bisogna essere stati prima Berlusconiani, che alla prova dei fatti si riduce a fessi o in malafede.
    Io ho tanti difetti, ma non credo di essere né fesso né in malafede.

    Pertanto la tua interpretazione non coglie nel segno.

    Ti esorto comunque a risollevare lo spirito e ad affrontare il momento difficile con berlusconiano ottimismo.

    Andato via Casini, perso per strada Fini, la Filibusta berlusconiana può contare solo su Bossi che diventa sempre più importante.
    Senza Bossi, Berlusconi è politicamente finito!
    E quello è il vero gioco di Fini.

    L’essenza di un Sultano è dato dal numero delle mogli e concubine.
    Ora gliene è rimasta una sola, oltre alle solite concubine; ma quelle si trovano ad ogni angolo di strada.

    Quanto sarà alto il prezzo della dote dell’unica moglie rimasta ?

    Porterà alla rovina definitiva del vecchio Sultano ?

    Chi vivrà, vedrà !!

    Saluti da Sagra

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