Come Veltroni

C’è qualcosa di vagamente veltroniano nel comportamento di alcuni direttori dei giornali che hanno aderito allo sciopero contro il ddl sulle intercettazioni. E che provano a giustificarsi con i “ma anche” e “anche se”. Al di là dell’irriducibile Ezio Mauro di Repubblica, c’è ad esempio un Mario Calabresi (La Stampa) che confessa di starsene in silenzio per un giorno, “ma a malincuore” mentre il cdr della testata auspicava nei giorni scorsi di “alzare tutti insieme la voce” piuttosto che non andare in edicola. Quelli del Fatto non sono da meno: “Aderiamo all’iniziativa della Fnsi, anche se avremmo preferito altre forme di protesta”, si legge in un comunicato.

Il meglio lo regala il Secolo d’Italia di Flavia Perina: “Oggi c’è uno sciopero contro una legge che non piace a nessun giornale e a nessun editore. Abbiamo deciso di ‘esserci’ in una modalità differente dal solito: non saremo in edicola ma distribuiremo il giornale come un ‘free press'”. Magari è anche la volta buona che qualcuno lo sfoglia.

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