Sono rimasti nelle foibe

I morti delle foibe non sono come i morti nei campi di concentramento. La faccenda è presto spiegata: i negazionisti delle barbarie naziste sono processati in pubblica piazza, sommersi dai fischi e additati come criminali (e ci mancherebbe, non si discute, anche se poi nessuno fa accenno alle persecuzioni di Stalin, ma il discorso in questo caso è un altro). Con le foibe accade il contrario.

Accade che in giro se ne parli poco – meglio non interrompere i programmi scolastici come nel caso del Giorno della Memoria -, che le foibe “sì, ok, ma il Nord Est non è proprio Italia, insomma è là in alto”, che nessuno dica una parola su chi vuole che quei corpi non escano dalle tombe. Come accadrà lunedì prossimo presso l’aula A del Dipartimento di storia contemporanea dell’Università “La Sapienza” dove si daranno appuntamento per “capire perché un circoscritto episodio storico viene strumentalizzato dalla politica di palazzo al fine di arrivare ad un’impossibile pacificazione” e per “ragionare su come le foibe diventano un fenomeno mediatico utile per fomentare vecchi odi nazionalistici”.

Interverranno Alessandra Kersevan, definita ricercatrice storica esperta di storia istriana, Sandi Volk,  pure lui “ricercatore storico esperto di storia balcanica”, e Valerio Gentili, scrittore. Titolo del dibattito: “Foibe – La verità”. Quale, quella che certa gente è rimasta nelle foibe?

4 commenti

Archiviato in Politica

4 risposte a “Sono rimasti nelle foibe

  1. pietro

    A dir la verità sulle foibe ho visto speciali televisivi, letto articoli, sono stati fatti anche un paio di film.
    Certamente è un argomento da approfondire, chi sfrutta per puri fini elettoralistici le foibe non è meno imbecille di chi lo fa con i campi di concentramento nazisti.
    Un solo argomento, che era stato fatto notare dal governo sloveno anni fa non viene mai toccato, le decine di migliaia di morti civili fatte dall’esercito italiano fascista in Jugoslavia decisamente più numerose dei morti nelle foibe, ma probabilmente meno utili per la propaganda di chi dice che in fondo i fascisti non ammazavano nessuno……

  2. nella giornata della memoria si ricorda la morte di 6 milioni e passa di vittime.
    in questa pagliacciata si vorrebbe ricordare la morte di poche centinaia di nazisti. hanno fatto la fine che meritavano.

  3. morrissey

    per jean lafitte:
    la madre dei cretini è sempre incinta, ma nel tuo caso si è superata!!!

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