Troppo facile, Mr. Obama

Nel salotto di Oprah Winfrey e accompagnato dalla consorte Michelle, Barack Obama si è attribuito un 8 per il lavoro svolto nel suo quasi primo anno da presidente. Una B+ che potrebbe trasformarsi in una A- se dovesse passare il piano di riforma dalla sanità, che nel suo iter legislativo deve fare i conti con Joe Lieberman. Troppo facile, caro signor presidente, attribuirsi tanta gloria, mascherandola per falsa modestia: “Abbiamo stabilizzato l’economia, stiamo per uscire dall’Iraq e credo che abbiamo deciso per il miglior piano possibile in Afghanistan. E abbiamo dato un nuovo inizio alla nostra immagine nel mondo”.

Le promesse fatte in campagna elettorale valgono quanto quelle dei marinai, soprattutto una volta che si diventa commander in chief degli Stati Uniti. Eppure, nel corso dei bagni di folla che lo hanno accompagnato in patria e fuori, Obama aveva garantito la chiusura di Guantanamo, salvo poi fare un passo indietro per le complicazioni che ne sarebbero sorte. Aveva assicurato un disimpegno degli Usa dall’Iraq e una politica estera multilaterale, ma in queste settimane fa pressione perché gli alleati lo seguano in Afghanistan. Aveva promesso di tagliare la testa ai responsabili dei crack di banche e assicurazioni, ma il machete non ha mietuto così tante vittime. Ha un merito, certamente: quello di aver disatteso le speranze di molti liberal e dei tanti commentatori di casa nostra che lo dipingono ancora (turandosi il naso di fronte al discorso della cerimonia per il Nobel alla pace) come il Messia sceso in terra per eliminare i dolori provocati dal diavolo Bush. Ma non è abbastanza per darsi tante glorie.

Lascia stupefatti il lavoro del suo staff che non ha pensato bene di starsene tranquilli e modesti una volta tanto: volare alti e attribuirsi per conto proprio giudizi così pesanti, potrebbero rendere più pericoloso del dovuto anche un semplice inciampo. Da un maniaco dell’immagine come Obama, era lecito attendersi altro che l’ennesima incensazione di fronte ad un’amica di famiglia, pragmaticamente parlando. Intanto la sua agenda è tornata ad essere quella di inizio mandato: dopo la chiacchierata con Oprah, è apparso a 60 Minutes, la trasmissione di approfondimento dell’amica (un’altra volta) Cbs. Sembra quasi alla ricerca di consensi, cosa strana per uno che vale un 8 in pagella.

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