Ma sono davvero più bravi?

Simone è un bravo ragazzo che segue la politica e finisce per dannarsi l’anima. Ma qualche volta si lascia prendere la mano dagli eventi e, forse, va troppo lontano. Commentando le primarie del Partito democratico, azzarda:

Chi scrive non riesce a nascondere un pizzico di invidia per quanto succede sulla riva sinistra del fiume e proprio non riesce a non dispiacersi del fatto che il centrodestra non sappia importare un modello, quello americano delle primarie, che dovrebbe essere nel dna di una forza autenticamente conservatrice.

Da queste parti, l’invidia è l’ultimo dei sentimenti provati nei riguardi della riva sinistra del fiume. Perché se quelle del Pd sono state primarie improntate su un “modello americano”, allora i conti non tornano. Basta riepilogare il regolamento di voto per capirsi: votano gli iscritti, votano tutti, vota l’assemblea dei delegati. Se Bersani non avesse ottenuto il 50%+1 dei consensi, la sua nomina a neo segretario sarebbe stata decisa da un congresso dove anche l’ultimo arrivato, Marino, avrebbe avuto un peso maggiore di quello attribuitogli dalle urne. E avrebbe dato inizio al gioco del compromesso, che al contrario non dovrebbe influenzare la partecipazione popolare.

Ovviamente, anche da queste parti farebbe piacere vedere applicati “merito, competizione, opportunità” per nominare i gradi più alti del Popolo della libertà, nel disperato tentativo di importare in Italia un concetto americano ben più importante: che un partito riguarda tutti, non solo chi va in giro vantandone una tessera. Ma arrivare a dire che sulla riva sinistra sono stati più bravi di quelli che stanno sulla riva destra, tornando a sventolare la triste esperienza dell’Unione, ne scorre di acqua sotto i ponti.

14 commenti

Archiviato in Politica

14 risposte a “Ma sono davvero più bravi?

  1. Sì ma come si fa a controllare che chi elegge il tuo leader sia effettivamente un elettore del PDL? Impossibile, a meno che non votino solo gli iscritti e poi nemmeno, perché uno si potrebbe iscrivere e votare a sinistra. Mah, francamente io tutto questo bisogno delle primarie non lo sento. Ricordo che i LEADERS DEMOCRATICAMENTE ELETTI ALLE PRIMARIE come Veltroni hanno preso una batosta da Berlusconi che la ricorderanno per un pezzo. E allora? Alle urne se non ci fosse piaciuto Berlusconi non lo avremmo votato, no? La verità è che le primarie sono riservate ad un partito che non sa dove sbattere la capoccia, non ha una guida forte ed allora se ne lava le mani, delegando al popolo una scelta che non riesce a fare. Solo che il popolo prima vota il suo leader, poi dopo pochi mesi lo butta nel ces…tino. Com’é accaduto appunto a Veltroni e come credo accadrà a Bersani.

  2. Il problema dell’identificazione esiste. Negli USA, ci si registra al partito dichiarandolo al momento della registrazione alle liste elettorali. Da noi, mancando un’affiliazione di questo tipo, rimane l’iscrizione al partito. A meno di non volerci adattare alle open primaries, sullo stile di quelle della Louisiana…

  3. ringo83

    Ecco, JCF, il mio “sogno” starebbe proprio nella prima ipotesi che hai menzionato.

  4. Pingback: DestraLab » Si discute/3

  5. lorenz d'Arabia

    scusate ma non riesco a ragionare seriamente su un post che inizia “se…” la realtà è che un po di democrazia, soprattutto per chi auspica il premierato forte non guasta. la competizione interna potrebbe diventare anche un modo per far uscire allo scoperto correnti e fazioni, sempre nell’interesse della trasparenza e sempre a beneficio del cittadino… ma io parlo da liberale e in italia di liberali democratici veri c’è ne sono pochissimi.

    • ringo83

      Caro lorenz d’Arabia, ma a ben leggere il post salta fuori che anche chi l’ha scritto gradirebbe un confronto interno al Pdl, in questo caso, e che le primarie ne farebbero parte. Nessuno, mi pare, ha detto il contrario. E poi, se permetti, una nota: perché aggiungere a “liberali” il termine “democratici”? Il primo lascia intendere il secondo, o no?

      • pietro60

        Non è assolutamente vero che liberale e democratico siano per forza collegati.
        Gran parte dei liberali sono anche democratici, ma per esempio il Cile di Pinochet ha fatto molte riforme liberali ( come la riforme delle pensioni di Pinera ) pur non essendo democratico.

  6. ringo83

    L’eccezione che conferma la regola.

    • pietro60

      Infatti la regola è che una società liberale di solito è democratica, ma un ecceziona del genere sta a dimostrare inequivocabilmente che tra l’economia liberale e una dittatura non c’è nessuna incompatibilità.
      In questo senso dire che se una società è economicamente liberale di conseguenza è democratica è una stupidaggine.
      anche Taiwan non è proprio un paese democratico, ed ingenre le dittature di destra hanno una politica economica liberale.

  7. Mauriziosat

    non sono d’accordo ………
    .
    si eleggono i RAPPRESENTANTI …….non i LEADER.
    .
    IL LEADER SI IMPONE grazie al suo carisma , alla sua forza ed alla sua preparazione.
    DEMOCRAZIA ……NON E’ …..IL GRANDE FRATELLO E LE SUE NOMINATIONS.
    .
    tutti i finti learer del PD sono naufragati nel nulla
    perchè tutto erano tranne che leader.
    .
    quindi lasciamo perdere questa sciocchezza delle primarie.
    .
    tra l’altro …………chi controlla i numeri del PD?
    il PD stesso ?
    per piacere, di gente che mette 2 milioni di persone dentro una piazza che ne contiene 200 mila non mi fido proprio .
    .
    chi puo’ controllare che effettivamente Bersani abbia preso più del 50% ?
    NESSUNO .
    chi puo’ controllare che effettivamente ci siano stati 3 milioni di votanti ?
    NESSUNO
    .
    per me è tutta una pagliacciata , con cui si sono COMPRATI 3 medi si titoli sui TG .

  8. lorenz d'Arabia

    non si può nemmeno discutere per slogan: “i leader si impongono”, si certo, ma possono imporsi anche attraverso elezioni democratiche no? è da sempre che nei partiti si scelgono i leader attraverso elezoni interne. per non parlare dei media… sicuri che minzolini abbia potuto vendere di sua sponte spazio al pd?? siamo seri, saranno illusi, saranno incapaci (metodi poco trasparenti) ma credo che siano il partito piu democratico e piu liberale del nostro paese… ed è tutto dire! io lo dico con sconforto mica con gioia!! per finire, questo culto della personalità berlusconiana ci impedisce addirittura di pensare un partito in cui ci sia vera competizione per la leadership… la cosa piu sana del mondo in un partito vero!

  9. pietro60

    Secondo e il problema più serio è il fatto che Berlusconi ha 73 anni, porta per sua stessa ammissione un pacemaker e quindi ha qualche problema cardiaco, senza dubbio la sua posizione è fonte di notevole stress, e quindi ci si deve convincere che tra pochi anni anche senza mettersi a riposo dovrà comunque rassegnarsi a delegare molte decisioni e funzioni, altrimenti rischia di rimetterci le penne.
    E quindi mi sembra poco utile nascondere la testa sotto la sabbia e fingere di non vedere l’utilità che avrebbe una selezione più meritocratica e meno verticistica.
    Esistono personaggi di statura politica e capacità indubitabili come Formigoni che vengono tenuti ai margini della vita politica, mi sembra che lo spazio dato a politici come Bondi o Cicchitto sia sproporzionato alle capacità dimostrate finora, e se per accontentare Bossi si sacrificherà Galan ci si scaverà la fossa con le proprie mani.

  10. Pingback: DestraLab » Stranezze

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