Quale uguaglianza?

E così la Consulta ha bocciato (9-6) il lodo Alfano: “E’ in conflitto con il principio di uguaglianza dei cittadini”. Un principio sano e giusto che in Italia non è mai stato preso in considerazione, tanto che i magistrati scarcerano i colpevoli di omicidio e non hanno osato indagare chi non appartenesse ad una certa sfera politica-economica.

Ma non è il caso di fare del sano populismo. Certo, per il premier Silvio Berlusconi si mette male, soprattutto alla luce di un altro lodo, quello Mondadori, tirato fuori – guarda caso – alla vigilia della sentenza della Corte costituzionale. Ma è solo coincidenza, per l’appunto, non facciamo del sano populismo.

Dall’altra parte, questo governo ha ricevuto il sostegno di Confindustria, di Montezemolo e, in particolare, dell’elettorato italiano che lo ha votato un anno e mezzo fa, lo ha riconfermato alle Amministrative e alle Europee. E, ci scommettiamo, si comporterà allo stesso modo alle Regionali della prossima primavera. Insomma, questo esecutivo ha i numeri per dover governare. E l’augurio che continui a farlo.

Poi, quando un giorno il cittadino qualunque avrà la possibilità di incriminare certi poteri forti e certe caste corporativiste, ecco che forse quel giorno potremmo davvero avvallare l’ipotesi che il lodo Alfano non andava bene dal momento che contrastava con il principio di uguaglianza dei cittadini.

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