Pera bacchetta Silvio: Parlamento sequestrato dal governo

Presidenzialismo, federalismo e legge elettorale: l’ex presidente del Senato dalle colonne della Stampa parla di un sistema democratico che sta degenerando. E non si trattiene nemmeno sui gazebo del Popolo della libertà

Marcello Pera

Marcello Pera

Una dichiarazione “estemporanea” che nasconde un problema da risolvere: una crisi degenerativa che ha eroso la natura democratica, rendendo “prigioniero” il Parlamento. E’ quanto si legge in un articolo apparso sulla Stampa di oggi, a firma di Marcello Pera, presidente del Senato dal 2001 al 2006 con il secondo governo Berlusconi. Il titolo lascia poco margine di interpretazione: “Il Parlamento prigioniero”. Così, il giorno dopo le richieste di Gianfranco Fini di tornare ad un dialogo vero tra le parti in Camera e Senato, Pera lancia qualche frecciatina nemmeno troppo anonima nei confronti del governo di centrodestra. Partendo dalle parole di Berlusconi sul presidenzialismo: una proposta “estemporanea”, ma “in sostanza Berlusconi ha detto: Io ho trasformato l’Italia in una repubblica presidenziale”. E poi via ad una serie di considerazioni su riforme e legge elettorale.
“E’ in corso da tempo una crisi degenerativa che ha cambiato il nostro sistema, ne ha eroso la natura democratica, lo ha lasciato in sospeso e ora lo espone persino ad avventure”, commenta Pera facendo riferimento al federalismo “che darà un colpo d’accetta al bilancio statale e di martello all’unità d’Italia”. Il filosofo toscano ricorda le lamentele dei parlamentari di maggioranza ridotti “a macchinette schiacciabottoni”, dal momento che sono chiamati semplicemente ad approvare o meno i decreti del governo, “gli unici provvedimenti che sono portati in Aula” dal momento che è quasi scomparsa l’iniziativa parlamentare.
Sotto sequestro Tutto parte da due sequestri: quello della rappresentanza e, di conseguenza, quello del Parlamento. La colpa si trova nella legge elettorale a liste bloccate, “esportato dalla Toscana”: il parlamentare eletto, dopo aver “assistito da spettatore televisivo” alla campagna elettorale, “ha perduto qualsiasi interesse al suo territorio di riferimento e il cittadino elettore non ha più avuto i suoi rappresentanti”. Un sistema che comunque fa comodo ai leader: “Chi oggi si lamenta della tanta piaggeria e cortigianeria che vede in giro dovrebbe anche riflettere che la legge toscana piace a tutti i capi partito, tanto che cercano di estenderla anche alle elezioni europee”.
In questo modo si finisce per avere un capo di partito che, una volta eletto presidente del Consiglio, ha dalla sua un Parlamento “composto di sola gente al seguito” che “si trasforma in una sua propaggine esterna”. E qui il riferimento al Cavaliere si fa marcato: “Non ci è forse toccato di sentir dire che in Parlamento basterebbero una trentina di persone, oppure che si potrebbe votare solo nelle commissioni, oppure che potrebbero votare solo i capigruppo?”. E ancora, una critica ai gazebo per eleggere i delegati al congresso del Popolo della libertà: “Già adesso siamo alle folle – ‘oceaniche’ si sarebbe detto una volta – sotto i gazebo e sotto le tende delle primarie. Approfittando delle lunghe file, anziché spingere il poveretto che sta davanti, sarebbe il caso di soffermarsi a riflettere” sulla degenerazione della democrazia.
Per concludere, una bella tirata d’orecchie ai colleghi di coalizione: “La nostra Costituzione è un patto che lega gli italiani? E’ ancora uno strumento efficiente e adeguato? C’è stato un tempo in cui, soprattutto nel centrodestra, queste domande erano all’ordine del giorno”. Chissà, magari a qualcuno le orecchie per lo meno stanno fischiando.

Dario Mazzocchi, Libero-news.it

1 Commento

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Una risposta a “Pera bacchetta Silvio: Parlamento sequestrato dal governo

  1. Enzo Finotto

    Gent.mo Presidente Pera
    ho letto con attenzione il suo articolo su “la Stampa” del 30/12/2008.
    Una volta di piu,da semplice “uomo della strada”,mi ritrovo in sintonia con il pensiero di un autorevole “addetto ai lavori”per quel che riguarda l’analisi della nostra deplorevole situazione politica.Mi permetta pero’ di pretendere da Lei qualcosa di piu’ della sola analisi,bensi’ una qualche proposta di soluzione,di una possibile via d’uscita,di una speranza insomma che ad onta dei personaggi che gestiscono questa nostra povera Italia permetta ad un moderato come me di vedere una ripresa della via democratica senza pericolose derive populiste o,ancor peggio,violente.
    Con stima
    Enzo Finotto

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