Rigenerando, ancora una volta

A scuola non si copia, ti insegnavano così le buone maniere. Poi si sa, scappava sempre l’occhio sul compito del vicino che, guarda caso, era quello più bravo. E quello più s*****o, perché diceva sempre di non sapere nulla. Lui, il mio socio, ha dato l’assenso a copiare e incollare qui una roba vecchia di un anno, ma troppo bella per non essere ripescata. E’ una gran bella lettura in vista del Natale. Un modo per farvi gli auguri. Pausa sotto l’albero, torniamo più avanti.

Rigenerando, Abr

I beoti (al 50% “cog**oni”, non dimenticarlo mai) si affrettano e s’adoprano onde concluder l’opra delle Feste dei regali e dei Cenoni, affannati per sentirsi parte del rito vano e consumistico dalle vaghe ascendenze religiose. L’attivita’ e’ caratterizzante del Neo Proletariato del Nuovo Millennio: non piu’ Classe bensi’ “Il Consumatore”.
I nuovi Titolari (di Carte di debito come di Diritti e quindi di “tutela” statalista) sono definiti al singolare: una accozzaglia di individui beceri ignoranti e disinformati, monadi sconnesse, piene di risentimento, un tutti contro tutti; ansiosi stressati e infelici quindi aggressivi, privi di identita’ in cui riconoscersi al di sopra dell’Individuo solitario e al massimo del micronucleo familiare.
L’Uomo infatti e’ in primis un nodo di relazioni, prima ancora che individuo; quando rimane solo con la sua pancia e cervello e’ come la scimmia di un girovago: intento a ripetere senza posa lo stesso esercizio privo di senso per un tozzo di pane.
In un Paese dove (dice pare sembra) meta’ degli studenti medi non sa spiegare come mai il giorno segue la notte che a sua volta rimpiazza il giorno, cosa vuoi parlare del Solstizio d’Inverno? Ben che vada, i Pasdaran della mucillagine, quelli che han capito tutto, ti daranno del superstizioso, del tradizionalista, del mistico celtico-evoliano.

Eppure il Solstizio era un Evento che assumeva un valore simbolico in pressocche’ tutte le svariate forme assunte dalla Cultura Umana nell’Emisfero Boreale, liberando quindi il campo da integralismi e settarismi d’ogni tipo.
Nel giorno del Solstizio d’Inverno (21 o 22 dicembre) il Sole, nel suo moto annuo lungo l’eclittica – il cerchio sulla sfera celeste che corrisponde al percorso apparente del Sole nell’anno – viene a trovarsi alla sua minima declinazione e culmina a mezzogiorno alla sua altezza minima: la luce del giorno registra la sua durata minima nell’anno, a quell’ora il sole è allo Zenit lungo il Tropico del Capricorno nell’Emisfero Australe.
Da quel momento di minimo la durata del di’ riprende giorno dopo giorno il suo cammino espansivo, dapprima impercettibilmente poi sempre piu’ sensibilmente. Dall’antichita’ gia’ il fatto che l’avanzare spaventoso della notte si fermasse segnava la Svolta: la Luce riprende a guadagnare spazio, rinnovando il Mondo e la Speranza.
Quell’Evento era celebrato dai nostri antenati gia’ in epoca preistorica e protostorica, ad esempio presso le costruzioni megalitiche di Stonehenge in Inghilterra, di Newgrange, Knowth e Dowth in Irlanda o attorno alle incisioni rupestri di Bohuslan in Iran e della Val Camonica.
Tale evento ispirò successivamente il “frammento 66” dell’opera di Eraclito (560/480 a.C), fu allegoricamente cantato da Omero (Odissea 133, 137) e da Virgilio (VI° libro dell’Eneide). Quel fenomeno era atteso e magnificato da tutte le popolazioni indoeuropee: i Gallo-Celti (“Alban Arthuan”: rinascita del dio Sole), i Germani, i misteriosi Wends-Veneticos ancora piu’ a est lungo la Via dell’Ambra tra mar Valticus e golfo di Venetia, i loro affini Wndals e gli abitanti di Vinlandia nel nord.
Intorno alla data del Solstizio d’Inverno quasi molti popoli hanno celebrato la nascita di loro esseri soprannaturali: in Egitto si festeggiava la nascita del dio Horus e si credeva che suo padre Osiride fosse nato nello stesso periodo; nel Messico pre-colombiano nasceva il dio Quetzalcoath e l’azteco Huitzilopochtli, Bacab nello Yucatan.
Il dio Bacco in Grecia nonché Ercole e Adone o Adonis, il dio Freyr figlio di Odino e di Freya era festeggiato dalle genti del Nord; Zaratustra in Azerbaigian, Buddha in Oriente, Krishna in India, Scing-Shin in Cina. In Persia si celebrava il dio guerriero Mithra detto il Salvatore e a Babilonia vedeva la luce il dio Tammuz, “Unico Figlio” della dea Istar, rappresentata col figlio divino fra le braccia e con un’aureola di dodici stelle intorno al capo.
Nella Romanità si celebrava solennemente la rinascita del Sole, il Dies Natalis Solis Invicti, in una data compresa tra il 21 e il 25 dicembre; era inclusa all’interno di un più vasto ciclo di festività che i Romani chiamavano Saturnalia, dedicate a Saturno Dio dell’Età dell’Oro. A partire dal 217 a .C. queste si prolungavano dal 17 al 25 Dicembre e finivano con le Larentalia, la festa dei Lari, le divinità tutelari incaricate di proteggere i raccolti, le strade, le città, la famiglia.
Il mito narra che anticamente regnasse il misterioso dio italico Giano, l’antica divinità dalle “due facce”, “dio del tempo” e, specificamente, “dell’anno”, il cui tempietto in Roma consisteva in un corridoio con due porte, chiuse in tempo di pace e aperte in tempo di guerra.
Sulla base della sua ancestrale accezione il Gi-anus designa “l’andare” e più particolarmente la “fase iniziale del camminare” e del “mettersi in marcia”: la divinita’ regolava e coordinava l’inizio del nuovo anno, da cui Ianuarius, il mese di Gennaio. Poi dal mare giunse Saturno, che potrebbe essere inteso come la manifestazione divina del Grande Ritorno che ricrea il cosmo a ogni ciclo, colui che attraversa la notte del caos successivo alla dissoluzione per approdare alla nuova sponda, alla luce del nuovo creato. Giano e’ il corridoio lineare del progresso del tempo (annuale), Saturno la ciclica catastrofe caotica e rigeneratrice che ripiega il tempo su se’ stesso e dalla morte genera la vita. Vi è una analogia fra Saturno e il vedico Satyavrata, testimoniata dalla comune radice sat che in sanscrito significa l’Uno.
Quando la notte diviene padrona e il buio totale, è necessario mantenere accesa la fiamma della Fede, che con l’alba diverrà trionfante.
Significativo è il passo evangelico in cui Giovanni Battista, nato nel giorno del Solstizio d’estate, rivolgendosi a Gesù nato nel Solstizio d’Inverno, si pronunci in tal modo: “Bisogna che egli cresca e che io diminuisca”. Parimenti è la rappresentazione classica del dio iranico Mithra, raffigurato mentre uccide un toro con due dadofori ai suoi fianchi che simboleggiano il corso del Sole: Cautes con la torcia verso l’alto (21 Giugno) e Cautopates con la torcia verso il basso (21 Dicembre).
E’ il simbolismo tradizionale delle porte solstiziali che corrispondono rispettivamente all’entrata e all’uscita dalla Caverna Cosmica: la prima porta, quella “degli uomini”, corrisponde al Solstizio d’Estate, cioè all’entrata del Sole nel segno zodiacale del Cancro, la seconda, quella “degli dei”, al Solstizio d’Inverno, cioè all’entrata del Sole nel segno zodiacale del Capricorno.
La rigenerazione cosmica è sempre concepita con la discesa e con l’aiuto di un avatar (guida), di cui il Cristo Redentore è l’ultimo e più splendente esempio:”Il Sole ritorna sempre, e con lui la vita. Soffia sulla brace ed il fuoco rinascerà”.

Tutto cio’ non e’ mistica sincretista o tradizionalista, e’ mera indicazione per sommissimi capi di come le Culture dell’Umanita’ travalichino il tempo e lo spazio (e i limiti dell’Individuo) e possiedano un consistente minimo comun denominatore. Se Dio e’ Colui che E’ atemporalmente, a nostra volta e a Sua immagine noi siamo mille anni prima di nascere e conseguiamo esperienze per mezzo dei nostri Avi. Le ritroveremo nostre, trasferite nel nostro patrimonio (genetico), attraverso sequenze intrecciate fatte di cesure e continuita’, susseguimenti continui e indistinguibili di Cambiamento e Ritorno.
Neppure il Cristianesimo nasce from scratch: si innesta si sviluppa e trae frutti e significati (signum fero: porto simboli) dalle tradizioni preesistenti (la Bibbia e molto, molto di piu’). Perche’ nulla che divenga parte della Identita’ si cala semplicemente dall’alto, con buona pace del termine “Rivelazione”.
Il Natale e’ questo, all’interno della (languente) Identita’ del mio Popolo: per chi Crede e’ la Nascita, per chi non, la Rinascita.
Ovviamente oltre ai due gruppi citati ci sono anche “the others”: moderni, individualisti, fanno parte della crescente schiera a-identitaria del “Consumatore”; novelli ebrei disuniti con Hitler in arrivo, sono destinati a fare una gran brutta fine, accerchiati e stritolati dalla Triade Sinistra: lavoro (“L’Italia e’ una repubblica fondata sull’Arbeit macht frei”) , riduzione delle nascite, immigrazione. La Creazione dell’Homo Novus Omogeneizzatus et Pacifintus: mucillaggine.

Buona Consapevolezza e Rigenerazione per tramite del Solstizio e Buon Natale a tutti – Santo o meno secondo fedi e pratiche (queste si) individuali.

(dati sulle tradizioni e usanze antiche tratti da un articolo Luca Valentini).

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