L’orgoglio dei giovani di An: La Russa ha fatto bene

Dario Mazzocchi, Libero-news.it

E’ sempre la solita storia, ma continua a far discutere. Oggi come sessanta anni fa. Le parole del ministro della Difesa, Ignazio La Russa, sui soldati che combatterono indossando la divisa della Repubblica sociale italiana hanno lasciato il segno, scatenando le proteste del centrosinistra e l’affondo del presidente Napolitano, proprio in presenza di La Russa nel corso delle celebrazioni per il 65° anniversario della difesa di Roma. Ricordare i partigiani è un dovere morale, i ragazzi di Salò rimangono ancora nel ghetto, nonostante le dichiarazioni anche di Luciano Violante nel discorso di insediamento a presidente della Camera. Correva l’anno 1996.
A destra non ci stanno e non ci stanno soprattutto i ragazzi cresciuti in Azione giovani e prima della svolta di Fiuggi del 1994, quando il Movimento sociale divenne Alleanza nazionale. A Bologna hanno reso omaggio sia ai caduti della Rsi che ai partigiani, ma al Partito democratico la cosa non è piaciuta, per quanto si ripeta da dieci anni a questa parte, come ricorda Galeazzo Bignami, membro dell’esecutivo nazionale di Azione giovani e vice presidente provinciale di An. “Non c’è nulla di nuovo sotto il sole, qui davvero la sinistra è fuori tempo massimo”, racconta a Libero-news, “dopo mezzo secolo i fatti storici dovrebbero essere deideologizzati, per lasciare che i ragazzi possano pensare con la loro testa”. Le parole di La Russa (“Farei torto alla mia coscienza se non ricordassi che altri militari in divisa, come quelli della Nembo dell’esercito Rsi, combatterono credendo nella difesa della Patria) sono soltanto un passaggio nell’opera di “pacificazione che continua da parte nostra”, mentre, affonda Bignami, “c’è chi usa i partigiani solo come clava”. E sottolinea come “gli unici fiori veri” per ricordali siano quelli deposti ieri alla Certosa, “gli altri sono finti e tenuti molto male”. Vittorio De Lorenzi, altro volto noto di An in città e a capo della circoscrizione di Santo Stefano (il quartiere di Romano Prodi) è “perfettamente d’accordo con le parole di La Russa, è una iniziativa legittima”. “Non è una questione nostalgica, non si può far finta che non sia esistita un’altra parte nel corso della guerra civile che ha combattuto in buona fede”.
Da Bologna a Milano, le posizioni non cambiano minimamente. Carlo Fidanza, vice presidente nazionale di Azione giovani e capogruppo di An in consiglio comunale esordisce: “Noi siamo molto sereni, La Russa d’altra parte avrebbe fatto un torto a se stesso se non avesse ricordato anche i caduti della Rsi”. Fidanza ricorda come da sempre la destra giovanile abbia spinto l’Msi fuori dal ghetto, non c’è assolutamente nostalgia per il passato. Piuttosto, come ricorda riprendendo una frase di Almirante, “la sola nostra nostalgia è l’avvenire”.
Gianmario Mariniello è assistente di Italo Bocchino, capogruppo del Pdl alla Camera, e nei vertici nazionali di Aziona giovani. Da Roma ci tiene a far sapere che sogna “un Paese dove il fascismo sia argomento solo per dibattiti tra storici” e che “la sinistra è senza argomenti e cerca di risvegliarsi dal come profondo in cui vegeta cavalcando il vecchio e ammuffito antifascismo”. E’ ora di guardare avanti, ai veri problemi dell’Italia di oggi. Senza dimenticare di mettere ordine nel passato.

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