Un cavaliere (non così) oscuro

The Dark Knight

The Dark Knight

Ma guarda te! La lezione per resistere in questo mondo arriva – finalmente – da Hollywood. La fabbrica del bel pensiero, del politicamente corretto, della propaganda liberal che ha gà innalzato Obama a nuovo Kennedy e qui rimaniamo ancora in attesa che venga prodotto un film nel quale, chiaro e tondo, si ricorda che fu il venerato bostoniano a creare il pasticcio in Vietnam. Arriva da Hollywood, ma è solo un caso, perché questo, alla fine dei conti, è un blockbuster, una roba non d’autore, ma per far soldi. Se li merita tutti.

Batman è alle prese con un matto razionalissimo, il Joker. Inutile stare a raccontare la trama perché le avventure di Bruce Wayne le conosciamo un po’ tutte e magari qualcuno nemmeno l’ha ancora visto il film. Un matto razionalissimo che sembra tanto uno di quelli che progettano aerei che vanno ad infilarsi nei grattacieli, strategie del terrore che prevedono zainetti pieni di esplosivo nelle metropolitane o sui treni. Il caos è il suo obiettivo e lo sa creare alla grande. Meriterebbe l’oscar del terrorista perfetto che i soldi li usa per procurarsi dinamite e benzina, di far cassa non gliene frega più di tanto.

C’è un Batman alle prese con la sua coscienza. Si sente colpevole perché lui che vuole portare il bene vede sorgere il male desideroso di affrontarlo faccia a faccia. I buoni hanno la coscienza, i cattivi no. Dunque, per affrontarli e per batterli c’è solo una strategia: abbandonare le nostre regole e adottare quelle della giungla. Alla violenza si risponde con la violenza. Se volessimo fare il contrario, sarebbe come contrapporre una pistola ad un fucile. E come diceva quel film, che mica per niente è un western? Un uomo con la pistola che sfida un uomo con un fucile, è un uomo morto. Questo ci insegna il cavaliere oscuro di Gotham City che, dopo aver fatto i conti con se stesso, torna a far battaglia. Anche se sulla spalle ci sono persone care che non torneranno mai indietro.

C’è un momento, nella pellicola di Christopher Nolan, in cui Bruce Wayne/Batman chiede al fedele maggiordomo Alfred come avesse fatto a catturare un bandito che stava ricercando nella foresta della Brimania durante i suoi giorni da agente Sas. “Abbiamo bruciato la foresta”, risponde con tutto il suo british aplomb Alfred. Ma non ripetete la battuta, è un consiglio. Vi prenderanno per guerrafondaio e dal fascino del film torneremmo alla mediocrità di tutti i giorni.

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2 commenti

Archiviato in Cultura

2 risposte a “Un cavaliere (non così) oscuro

  1. daria

    non potevi proprio renderlo meglio il contenuto di questo film…troppo bello!! i dialoghi sono spettacolari…e in un mondo dominato dal caos l’unica cosa che può fare da regola è la fortuna, il caso! SPETTACOLOOOOO!!
    (ps.ti voglio bene!sono stra felice di aver visto questo film con te)

  2. ringo83

    In realtà, a dirla tutta, credo che in un mondo dominato dal caos l’unica cosa che può fare da regola è: mors tua, vita mea. Sapendo di essere dalla parte giusta.

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