Due parole all’amico friulano

Il caro Simone è una persona intelligente, si ferma a pensare e poi parla – eccetto quando alza il gomito, per quanto in quel momento sia lucidissimo nel ragionamento. Anzi, lo è ancor di più. Purtoppo a volte pensa più del dovuto. E finisce per dare ragione ad un Ezio Mauro qualunque.

La questione del lodo Schifani, lo abbiamo fatto intendere, ci interessa per un solo motivo. Se permette ad un presidente del Consiglio – e non necessariamente a Berlusconi – di governare questo paese senza correre il rischio di dover perdere tempo correndo dietro a giudici e processi. La magistratura dalle nostre parti è sempre attenta e pronta a finire sotto i riflettori, quindi il rischio che corre il Cav. potrebbe correrlo qualsiasi altro. Certo non è la priorità dell’Italia di adesso. L’Italia, ormai, è tutta una priorità.

Il caro amico Simone fa differenze tra decreti legge e disegni di legge. Onestamente, memore degli studi di diritto pubblico e costituzionale, qualcosa so. Ma, altrettanto onestamente, questa differenza non mi tocca. L’importante è che una cosa la si faccia e questa del lodo va fatta immediatamente. As soon as possible. Ma non per un favore a Berlusconi, ma alla macchina politica. Che deve mettersi in moto altrettanto as soon as possible.

Quale sia il paese reale lo sappiamo. Ce lo siamo detti un sacco di volte, anche faccia a faccia. Anche quando, lo scorso novembre, parlando del futuro del centrodestra in quel di Roma, c’era a chi non importava alcunché di televisione, rapporti interpartitici e affarucci vari. Gli premeva la sicurezza. Lo stare tranquilli a casa propria, in uno stato che fosse il suo stato e non quello docilmente piegato alla sopportazione delle richieste altrui – leggi: extracomunitarie.

Un’opera colossale. Una grande opera come la Tav o il ponte sullo stretto di Messina. Anzi, ancor di più, perché se funzionerà l’Italia funzioneranno anche i treni e le automobili. Occorre che il macchinista rimanga concentrato sul motore. Quindi che non si trovi a perdere tempo con ciarlatani di toga vestiti. Il lodo passi pure, passi subito. Poi è chiaro che, a quel punto e con i numeri in Parlamento, non ci sarebbero più scuse.

2 commenti

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2 risposte a “Due parole all’amico friulano

  1. L’esigenza del lodo Schifani si presenta solo quando c’è Berlusconi al governo.
    Mai nessuno prima di lui (e ce ne sono stati di presidenti del consiglio), ne aveva sentitò la necessità.

  2. Ti ringrazio per l’attenzione che mi riservi sempre, vecchio lupo di mare!🙂

    Ti dico solo questo: è l’ennesima apertura di credito che facciamo al Cav (a cui mi lega un affetto fuori discussione). Gli chiedo (e dovremo farlo tutti) il coraggio di riforme vere e non la convenienza di rattoppi temporanei. Poi veda lui.

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