1 maggio 1908

quella mattina (…) ho il primo contatto diretto con la politica e la lotta di classe. (…) Il capo di quei rossi, Giovanni Faraboli, un omaccio alto e massiccio come una quercia (…) fattosi alla finestra di cucina, mi mostra agli altri rossi (…) spiegando loro che, essendo io nato il primo maggio, ciò significa che sarei diventato un campione dei rossi socialisti! (…) E anni e anni passeranno carichi di travaglio da questo primo maggio, ma intatto mi rimarrà nella carne il tepore delle mani forti di Giovanni Faraboli.

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