Non c’è da meravigliarsi

 L’ultima copertina dell’Economist è una storia già sentita. Il prestigioso settimanale, quando si tratta di Berlusconi, riesce sempre a dare sfogo a tutta la spocchia inglese (e vorrei sottolineare l’aggettiva inglese) che lo contraddistingue. D’altra parte, uno dei collaboratori made in Italy è tale Beppe Severgnini. Quindi, non c’è motivo di meravigliarsi per certe scelte.

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3 commenti

Archiviato in (new)media, Politica

3 risposte a “Non c’è da meravigliarsi

  1. Ma sul serio pensiamo di saperla più lunga di quelli dell’Economist? Ma l’hai mai letto? Scusa ma l’Economist è un settimanale con i contro c. che ce ne fossero in Italia. E se ce l’hanno con il nostro Silvione nazionale (proprietario di tre televisioni e di un gruppuscolo edioriale non da poco) un motivo ci sarà. Mica se le inventano le cose … cerchiamo di essere ragionevoli, da entrambi i lati. Il titolo italiota stereotipato dà fastidio anche a me, ma mi piacerebbe leggere tutto quello che c’è scritto prima di giudicare, e penso che andrò volentieri a comprarmi questo numero. Ciao e grazie per la segnalazione!

  2. ringo83

    Prego. Immagino non ci sia niente di nuovo.

  3. Ermete

    e quando cacceranno a calci Zapatero, dove andranno a vivere?

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