Ormai ci siamo

Una manciata di ore ci separa dalle elezioni. In questi ultimi due giorni di campagna elettorale i leader si mettono in fila in televisione o nelle piazze d’Italia per chiedere la fiducia dei loro elettori e strapparne qualcuno alla parte avversa. Che sia stata una campagna sotto le aspettative, lo andiamo ripetendo da quando è cominciata. Queste ore però ci hanno regalato scatti che ci riportano agli anni passati. Se è un bene o un male, è una domanda troppo politica per avere una risposta sincera e corretta.

Ormai ci siamo. Nelle ultime due settimana il sottoscritto ha fatto immersione di incontri, dibattiti e mezzi comizi come non gli capitava da tempo. Non tanto per un ritrovato interesse per questo mondo, ma giusto per la curiosità di capire cosa stia effettivamente accadendo al centrodestra, dato che il sottoscritto voterà per il centrodestra. La prima sensazione è che il Popolo della libertà è un bel progetto, ma ancora lontano dall’essere completo e, soprattutto, efficiente al 100%. Occorre del tempo ed occorrono idee nuove. L’augurio è che giungano il più presto possibile.

Tralasciando le performances di Berlusconi, ci sarebbe da ridire su certe uscite di altri componenti dirigenziali del partito. Evidentemente manca ancora quella preparazione che logica richiederebbe, ma la logica non si concilia sempre volentieri con la politica. Sarebbe forse il caso di fare nomi, ma siamo galantuomini e così diciamo il peccato, non il peccatore.

L’ultima ieri. Ad un incontro del Pdl in un centro di rossi brianzoli, organizzato da una persona in gamba che fa politica per passione – e l’augurio è che continui per questa strada, perché se a 24 anni si fa politica senza passione, ma nel disperato tentativo di mettersi in mostra, tanto vale dirlo subito ed aggiungersi alla lista dei signor sì senza spirito critico -, una coordinatrice della regione Lombardia, parlando di cultura, ha detto che a sinistra non c’è cultura, solo demagogia. Ora, è comprensibile che in campagna elettorale i toni si alzino e siano talvolta esagerati, ma mi sono immaginato una scena del genere: tale coordinatrice se ne esce con questa battuta, un rappresentante cazzuto della sinistra le ribatte facendo la lista di intellettuali, filosofi, scrittori e quant’altro che stanno o sono stati a sinistra. Alla fine della incensazione, si rivolge a tale coordinatrice e domanda: e voi chi avete? E questa risponde: il problema non è chi abbiamo o chi non abbiamo, ma… Insomma, una risposta senza risposta.

A destra c’è cultura, non ci piove. Ma anche a sinistra. Che poi sia una cultura che abbia generato anche figli mostruosi come il comunismo, è un altro paio di maniche. Sarebbe il caso di imparare a prevedere. E di studiare.

Ormai ci siamo. Una manciata di ore e tutti a riposo in attesa del responso delle urne. Ma c’è sempre tempo per rivedere alcuni atteggiamenti e dare uno stile al nuovo Popolo della libertà perché sia davvero qualcosa di diverso. E che magari non si limitasse a dire che a sinistra non c’è cultura, ma che si ripromettesse di fare nuova cultura stando a destra.

2 commenti

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2 risposte a “Ormai ci siamo

  1. rebealrider

    Mio caro, vecchio, insostituibile collega e coabitante di postazione computer, purtroppo hai ragione: troppa impreparazione nella classe dirigente del centro destra, del Pdl o come cavolo lo vuoi chiamare. Purtroppo abbiamo voluto la politica in tv, la spettacolarizzazione, e prendiamoci tutti gli effetti collaterali: anche quelli di avere dirigenti pessimi, ignoranti e mal preparati.
    Piuttosto andrebbe detta una cosa sacrosanta: la cultura non è nè di destra nè di sinistra. La cultura appartiene all’umanità. Le scelte politiche poi interessano altri campi. Tu spiegami, io per quale motivo non posso leggermi un Pavese o un Pasolini ? Oppure perchè un ragazzo di Rifondazione non può godersi Il Piacere di D’Annunzio? Piuttosto scontiamo ancora la colpa della guerra civile post-resistenza: quando il Pci riuscì a mettere le mani sul ministero dell’istruzione, sui giornali, sul ministero della cultura e sfruttò, da vigliacchi e ignobilmente, un patrimonio universale, quale quello culturale, per armare gli schermi della loro propaganda e le menti dei loro militanti.
    Che tristezza!
    Che Vigliacchi!
    Ma d’altronde sono comunisti…cosa puoi mai aspettarti ?

  2. Dyo

    Penso, con amarezza, che Berlusconi e le sue esternazioni fuori luogo abbiano già consegnato l’Italia a Veltroni.
    E mi dispiace molto.

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