Giullare di corte

Sarà anche una campagna elettorale smorta, ma sa regalare momenti di puro divertimento. Politico, si capisce. Ci ha pensato quest’oggi Massimo Calearo, la punta di diamante del Pd in Veneto, perché si sancisa definitivamente l’affetto di Uolter agli imprenditori.

Il Calearo oggi si è prestato alle domande dei lettori del Corriere.it e si è dato da fare per creare grattacapi ai suoi e, sembrerebbe presumibile, ai suoi colleghi di lavoro. “Il Pd è nuovo perché è l’unico partito che guarda al futuro, rompe gli schemi e ci porta in Europa con un progetto simile a quello di Blair”, ha detto. Così nella grande casa democratica non ci sono solo l’effige di John Kennedy e Barack Obama, ma da oggi pure quella dell’ex Primo Ministro britannico che è stato bravo a beneficiare dei frutti di Iron Maggie. Da pronostico, potremmo dire che lui, Calearo, sarà il prossimo Gordon Brown. Lui che dice di Bertinotti “ragiona come se ancora ci fosse il muro di Berlino”. Lui che invece guarda al 2009. Breve termine insomma.

Interrogato sulle coppie di fatto, taglia corto: “Meglio non parlarne”. E adesso il buon Uolter dovrà farsene una ragione: il paladino degli ultimi perché siano anche loro i primi avrà il suo bel da fare per assomigliare a Tony Blair. Ma il massimo il nostro Massimo lo dà quando taglia corto sulla sua presenza nel Partito democratico: “Un imprenditore non può votare per un partito non democratico, gestito da un capo. Allora guardo al Pd perché è l’unico vero atto di coraggio nel nostro sistema politico attuale, l’unico sogno che si può realizzare”.

Interessante disamina alla luce di quanto aveva avuto modo di dire poco prima: “Io sono nato imprenditore-padrone e sulla terra preferisco non avere altri padroni. Non avevo interessi ad entrare in politica, sono stato interessato dalla novità del Pd”. Lui non vuole avere padroni, eccetto l’amico Uolter, lui è uno che vuole fare per conto suo. Almeno pare di capire. Perché, solitamente, chi non vuole padroni vuole fare da sé. Forse per questo il Pd è anche il partito dei lavoratori: tranquillo operaio, qui comando io perché non voglio che nessuno comandi me, ma mi piace tanto comandare te.

Sì, è comprensibile che il discorso sia complicato, però che vi attendete da uno che, da uno a dieci, si sente vicino 9,5 al burocratico Veltroni e -3 dall’imprenditore Berlusconi?

1 Commento

Archiviato in Politica

Una risposta a “Giullare di corte

  1. rossimarco

    Non sei l’unico a pensare questo di calearo, guarda questo sito: http://www.buttiamociasinistra.com (“Lo Statuto dei lavoratori va certamente rivisto”): l’hanno messo insieme a corona, borghezio e alla santanchè!

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...