Rivoluzioniamo, Italia!

Da sabato, e più precisamente dopo il discorso di Gianfranco Fini, in Italia è tornata a girare l’espressione “rivoluzione conservatrice”. Un ottimo auspicio, che d’altra parte non ha mai attecchito da queste parti, prima di tutto perché in Italia, stando alle parole di Prezzolino, non c’è nulla da conservare. Ciò non toglie che si possa lavorare per arrivare a questo obiettivo.
Navigando alla ricerca di qualche scena estrapolata dalla serie The West Wing, mi è capitata sotto gli occhi questa.
C’è una bandiera di mezzo, c’è la bandiera che ha sventolato e sventola in ogni angolo del mondo. Odiata e amata, ha comunque un valore in sé che nessuno può negare: l’appartenenza ad una unica comunità. L’Italia non potrà mai arrivare a tanto, a dircelo è la storia di come le due nazioni si siano formate. Però se davvero il prossimo governo Berlusconi vuole impegnarsi a porre la basi di una rivoluzione conservatrice, non si può fuggire dal sentirci orgogliosi di appartenere alla nostra comunità.
Lo slogan di questa campagna elettorale del Pdl è più che azzeccato: rialzati Italia! è il segnale che siamo di fronte alla scelta: rimanere ciò in cui abbiamo sempre eccelso, l’Italietta che vive di una rendita che non c’è più del boom economico; oppure qualcosa di piccolo (non possiamo vantare manie di grandezza, noi), ma ben fatto, ben costruito e che non si sgretoli di fronte alla prima difficoltà.
Responsabilità, meritocrazia, realizzazione personale, senso di appartenenza attraverso valori comuni come la famiglia, la tradizione cultural-religiosa, l’eroismo di tanti compatrioti dimenticati sui monti sopra il Piave, nel deserto della Libia, nella steppa russa e nei mari di tutto il mondo. Più che conservarlo, noi dobbiamo recuperare il nostro passato e guardare avanti con soddisfazione.
Non c’è scampo: i prossimi cinque anni dovranno valere il doppio.

1 Commento

Archiviato in Politica

Una risposta a “Rivoluzioniamo, Italia!

  1. ada

    uno slogan che dovrebbe imperare tra gli italiani : “orgoglio d’appartenenza”. Siamo italiani veri, ma a casa quelli che hanno rovinato l’Italia.

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