Amo la vita

Queste righe sono dedicate a due persone.

Per andarlo a trovare mi sono immerso con la macchina nella nebbia più fitta che stringe attorno a sé questo scampolo di mondo. La strada la conosco bene, ma anche un buon navigatore come me trova problemi a destreggiarsi in tutta questa fuliggine umida. Poi c’è la questione di come certe strade sono fatte. Quella grande, a due corsie, che marcia dritta fuori dal paese verso la statale. E quelle piccole che è meglio augurarti di non trovare qualcuno che procede nel senso opposto. Io una strada così l’ho dovuta imbucare.

Come i cowboy o i gaucho che hanno imparato a muoversi seguendo le stelle, così io ho dovuto ripassare nella testa ogni centimetro di asfalto che “qui si gira a destra, però aspetta… no, è la prossima o qui finisco nel pollaio di un altro…”. Il fatto è che con la nebbia le stelle mica si vedono.

Il vecchio amico sta bene. Si muove con difficoltà, la gamba se la trascina: non come il dottor House che è simpatico protagonista di un telefilm, questa è la vita vera. La realtà. Eppure, nonostante le rughe che segnano il volto ed indicano la fatica, non ha perso il sorriso e l’ironia.

Abbiamo parlato di tutto, dai campi alla città, dalle famiglie di allora a quelle di oggi, di come è bello averne una e di come può diventare terribile restare soli. Di passi importanti che si compiono e di quelli che non biosgna lasciarsi scappare perché non tornano indietro. Le solite care vecchie cose che conviene ricordare, perché sono così care e vecchie che si finisce per dimenticarle. Abbiamo scherzato, riso e mandato a quel paese quei tipi che non apprezzano il lavoro, l’uomo e la realizzazione personale. Quelli per cui siamo tutti uguali, ma in realtà siamo dannatamente e fortunatamente tutti diversi.

Ci siamo scambiati gli auguri di buon anno, lui mi ha ricordato che sono un bel ragazzone e si è raccomandato di dirlo anche a mia mamma. Poi sono uscito, sono tornato in macchina e mi sono fatto risucchiare dalla nebbia. Ho scoperto che la strada fatta un’ora prima era sempre la stessa, ma ora toccava ricordarmela da un altro punto di vista. Altro che le stelle e le nuvole nel cielo, qui si fa come i cani da tartufo. O quelli da caccia che non badano tanto alla conformazione del terreno quanto all’odore della preda.

A metà strada, prima di tornare sulla strada grande, mi sono venute in mente tre parole: amo la vita. Quattro, a dirla tutta: all’inizio dell’espressione c’era una imprecazione.

D’altra parte, signori miei, ci sono giorni in cui sprecare il tempo che ci è stato dato assume davvero il valore di un peccato. E’ come se si rimanesse intrappolati nella nebbia per sempre. E hai voglia a fingerti cowboy o gaucho, a dare un’occhiata alle stelle e da che parte tramonta il sole. Perché il fatto è che dietro la nebbia, c’è il sole. Il fatto è doverci credere. Saper attendere il suo arrivo. Nessuno però ci fa mai caso. Ecco perché ogni tanto occorre che qualcuno prenda la macchina, si intrufoli in una serata di nebbia e vada a dare un passaggio a chi cerca di rivedere il sorriso del sole.

2 commenti

Archiviato in Life

2 risposte a “Amo la vita

  1. ni*ta

    Qui la nebbia è abbastanza eccezionale, ma volte mi capita di trovarmici immersa, e di dover seguire la linea di mezzeria sperando che non arrivi qualcuno di fronte, all’improvviso. La vita è bella, Ringo, è che a volte qualcuno di noi se ne dimentica, perchè, magari, la nebbia ci mette tanto a diradarsi.🙂
    Dyo

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