Se Napolitano esonda

  In Italia il Presidente della Repubblica è simbolo non tanto di unità nazionale (vecchia leggenda costituzionale) quanto di falso moralismo. Le cronache ci inondano con fatti di sangue, gente ammazzata e appartamenti svuotati. Si sente parlare di arresti di bande di delinquenti stranieri e italiani. Dopo l’indulto, per quanto si sforzino gli ipergarantisti di casa nostra, la situazione è ulteriormente peggiorata. In tutto questo baccano, il governo Prodi non ha mai dato segni di vita e il ministro degli Interni Giuliano Amato non fa eccezione.

  Al contrario Giorgio Napolitano si fa sentire, rilanciando il vecchio adagio che i nemici ce li abbiamo in casa, non vengono da fuori. Così i rom si trasformano in pecorelle smarrite alla ricerca del buon pastore, la società, che le conduca all’ovile. Traduzione: noi italiani, con tutti i problemi che ci portiamo appresso, dobbiamo pure insegnare agli immigrati come si vive dalle nostre parti.

  E’ evidente che al Quirinale non fanno i conti tutti i giorni con queste truppe di sbandati che riempiono non più solo le grandi città, ma anche i piccoli centri e lentamente i paesi di campagna. Il loro arrivo ha l’effetto di un uragano che sconvolge tutto attorno, ma a pagarne gli effetti sono solo i cittadini. Perfino le autorità e le istituzioni locali, seguendo alla lettera il pensiero presidenziale, invitano i padroni di casa a rendersi disponibili e ad imparare la buone maniere di accoglienza, perché questi poveri disgraziati non vanno lasciati soli.

   Peccato che siano pochi, se non pochissimi, quelli che si attengono alle regole. La maggior parte degli immigrati pretende da subito quello che nemmeno un comune italiano oggi può permettersi: sicurezza economica e stabilità famigliare. Ma al nostro Presidente la cosa non pare interessare granché: non possiamo farci gli affari nostri, siamo obbligati a prendere a cuore quelli degli altri.

1 Commento

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Una risposta a “Se Napolitano esonda

  1. Caro uomo del risorgimento! Eri nato quando gli italiani a migliaia emigravano all’estero, certo non trattati bene, certo meglio di come trattiamo noi chi cerca di procurarsi di che vivere perchè poveri,perchè in guerra; noi “popolo civile” li abbiamo derubati da sempre (vedi Africa, America latina ecc.) facendoli schiavi e se qualcuno di loro delinque oggi, come giusto dice, il Presidente Napolitano, dobbiamo educarli a vivere nel nostro paese. COsa abbiamo importato per primi negli stati uniti, noi miseri italiani come questi? Popolo senza memoria, popoli ingrati non vedete più la mafia, la cammorra e le altre cose? Erano così tutti gli italiani all’estero? Certo che no, perchè allora puntate il dito sui poveri e non su chi si serve dei loro per arricchirsi di più? Mondo ingiusto, perchè non si aiutono i paesi a vivere nei propri luoghi? Tante domande senza risposte perchè il mondo è sordo e vigliacco con i deboli, con “I senza voce”

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