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Scopri l’errore

Sono passati solo due giorni dalla vittoria di Cota in Piemonte che i mass media già lanciano l’allarme: il neo governatore leghista vuole tenere nei magazzini la pillola Ru486, quella che Mercedes Bresso aveva fatto arrivare già in regione. Ma attenzione, ecco quello che è stato detto da Cota, secondo quanto riporta Repubblica.it:

“Sono per la difesa della vita – ha detto Cota – e penso che la pillola abortiva debba essere somministrata quanto meno in regime di ricovero”. Alla domanda “Ma quindi quelle pillole che la Bresso aveva ordinato e che sono già arrivate in Piemonte, rimarranno nei magazzini?”, la risposta è stata: “Eh sì, per quanto potrò fare io sì”.

Dunque: “penso che la pillola abortiva debba essere somministrata quanto meno in regime di ricovero” e “per quanto potrò fare io sì”. Due affermazioni che smontano il caso sin dall’inizio. Che poi, a noi mica dà fastidio che si insinui che Cota sia un carnivoro nei riguardi dei cosiddetti “diritti sociali”: no, è che semplicemente mettiamo in guardia sulla prossima campagna con l’imprimatur delle redazioni benpensanti.

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Baraonda laica

Hanno avuto un merito le parole del ministro Calderoli sull’arcivescovo milanese Tettamanzi: hanno scatenato una serie di reazioni che costringeranno i loro autori a pensarci sopra due volte quando dalla Chiesa giungeranno parole fastidiose su Ru486, eutanasia e coppie civili. Il fatto che un leghista abbia duramente criticato un porporato ha fatto sollevare le anime belle del politicamente corretto, impegnate a sottolineare la centralità e l’importanza del ruolo di Chiesa e Vaticano nell’attualità italiana. Questione di tempo e gli stessi si rimangeranno tutto.

Tanto vale godersela finché funziona, anche perché nemmeno il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si è trattenuto: “La religione è un fatto pubblico” e “l’impegno della Chiesa è essenziale”.

In questo clima di presa in giro, Benedetto XVI ha tirato fuori dal cassetto una delle lezioni più belle in occasione delle celebrazioni di Maria Immacolata a Roma. Ha parlato di individuo e non di individui, ha fatto capire che è l’uomo che deve essere al centro dell’attenzione, non quell’insieme poco definiti che passa sotto il generico termine di uomini. “C’è invece in ogni uomo il desiderio di essere accolto come persona e considerato una realtà sacra, perché ogni storia umana è una storia sacra, e richiede il più grande rispetto”, ha affermato dopo aver duramente criticato il gioco al ribasso messo in atto dai media e l’indifferenza della città “che prima nasconde e poi espone al pubblico”.

E’ l’uomo al centro di tutto in queste righe che potrebbero essere state lette da un’autorità qualunque, non per forza dal Papa. Le anime belle sono rimaste in silenzio, ma viene da pensare che le sparate di sostegno all’importanza della Chiesa siano già andate di traverso.

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