L’opposizione italiana sembra aver trovato una linea comune. Prima Bersani, poi Di Pietro, oggi addirittura Vendola: si danno il cambio sul tetto della facoltà di Architettura in quel di Roma, per mostrare il loro sostegno agli studenti che in questi giorni si danno appuntamento in piazza contro la riforma universitaria. Il tutto a servizio dei fotografi, giusto per ribadire che il marketing è tutto, anche quando si ha da protestare.
E allora eccoli, magari memori di quando loro erano universitari di belle speranze, tra studi in filosofia e giurisprudenza: giacca, cravatta, addirittura un bel toscano tra i denti per il segretario democratico, in piena forma fisica, non c’è che dire. Almeno una volta si scambiavano qualche tiro di canna: si vede che si sono imborghesiti troppo.
Finalmente a sinistra hanno trovato un leader comune che sappia unire e non dividere e non poteva essere che Mary Poppins, la tata che insegnava ai figli di una famiglia benestante della Londra ottocentesca che è meglio dare qualche cent alla povera donna dei piccioni, piuttosto che alle banche capitaliste. Per la prossima volta, attendiamo con fiducia un raduno di spazzacamini, giusto per mettere in scena una coreografia come solo nella vecchia Hollywood sapevano fare.
Non si capisce per quale motivo una notizia finisca sempre in secondo piano. Ieri il segretario del Partito democratico, Pierluigi Bersani, è stato fatto oggetto di minacce con una lettera inviata all’Ansa di Bari: “Bersani deve morire, la sua macchina esploderà”. Un messaggio recapito in quel clima di scontro che è tornato a farsi sentire nel mondo del lavoro, con le sedi della Cisl prese di mira perché il sindacato, a detta di chi rimpiange la lotta di classe, è troppo molle con gli imprenditori. O meglio, i padroni, sempre secondo quei tali.
Nel centrodestra a quanto pare hanno trovato la soluzione: in piazza Farnese per chiedere indietro un voto che è stato il Pdl a perdere da una parte; i sostenitori del Cavaliere che chiedono di ritirare tutte le candidature in tutte le regioni dall’altra. Di mezzo, l’ipotesi di un decreto legge, 
