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I malati di sesso del Pd – continua

Questa estate avevamo postato questo pezzo, “La questione morale e i malati di sesso del Pd“, che rimane uno dei più attivi e letti su questo blog. Non ce ne meravigliamo: d’altronde non si fa altro da parecchio tempo a questa parte che sbirciare nella serratura della vita privata dei nostri politici, soprattutto se sono presidenti del Consiglio.

Ma c’è dell’altro: che nel centrosinistra, a furia di guardare nel letto altrui, non si sono accorti di chi sguazzava nel proprio. Uno stupratore seriale, il medico indicato nel post linkato e, dulcis in fundo, un governatore regionale. Non è che ci fanno una grande figura, ecco.

Cameron: ready to lead Britain

Il Senatur serra i ranghi

«Ci siamo chiariti le idee, mentre aspettiamo la decisione sul Lodo Alfano. Io e Fini non vogliamo le elezioni, perchè dobbiamo fare le riforme, altrimenti cosa andiamo a dire alle persone?». Umberto Bossi ha il dono di non usare mezzi termini e dire quanto va detto. Fortuna che nel centrodestra c’è lui: che prima fa sapere che la Lega non teme il responso delle urne, dando un chiaro segnale di come la maggioranza della popolazione riponga ancora fiducia in questo esecutivo. Poi aggiunge che, comunque, un voto è già stato espresso un anno e mezzo fa, che è stato confermato a giugno alle Europee e alle Amministrative e che, quindi, «non vogliamo le elezioni, altrimenti cosa andiamo a dire alle persone?».

Ci voleva tanto per capire che la democrazia funziona così?

Scusate, ma qui non si applaude

E’ un tripudio di commenti euforici per il discorso di Silvio Berlusconi a Onna in occasione delle celebrazioni del 25 aprile. Io non applaudo, perché a me non pare questo discorso storico di cui tutti parlano. Che quella del Cavaliere sia stata una genialata non ci piove, al punto che ha costretto Dario Franceschini a contraddire il presidente della Repubblica sul senso di pietà nei confronti dei soldati della Rsi.

Ecco, appunto, i soldati della Rsi. I partigiani da queste parti non sono mai stati glorificati per diversi motivi: non sono stati determinanti per la liberazione dell’Italia; si sono macchiati di omici assurdi una volta firmata la resa in tutto il Paese; sono diventati proprietà dell’ideologia sinistrosa che ha cancellato il valore dei partigiani cattolici, repubblicani, monarchici e azionisti. Non venendo ricordati questi, non ci sprechiamo a ricordare quelli delle cosiddette compagnie Garibaldi.

Eppure è giusto rendere loro il nostro tributo perché loro hanno dato la vita. Come per noi hanno dato la vita i repubblichini. Che credevano in un’altra Italia, in un altro ideale che era indicato in quelle tre parole: Repubblica sociale italiana. Da queste parti non siamo nemmeno fascisti e facciamo espressioni dubbie quando il centrodestra si fa prendere la mano dalle correnti sociali – ed ecco perché anche il discorso di Fini alla convention del Pdl non aveva riscosso grandi favori in questo mondopiccolo. Ma arrivare a dire che occorre pietà per i repubblichini, si compie un passo indietro.

Ci sono voluti anni per riuscire a far ammettere che dal 1943 al 1945 in Italia si era consumata una Guerra civile. Con le espressioni di ieri, usate pure dal presidente del Consiglio, alla fine la si è data vinta a chi per anni ci ha fatto una testa così con zuppe congelate di retorica. Le parole del Cav. ci hanno lasciato l’amaro in bocca. Pietà la si prova per gli sfigati e per chi crede di essere il migliore senza esserlo. Pietà si prova per un Franceschini che non sa che pesci pigliare. Non per gli italiani che decisero di stare da una parte solo perché in quella parte vedevano qualcosa che agli altri non piaceva.

La grande coalizione nazionalpopolare a tarallucci e vino, sul 25 aprile, è stata servita. Preferivamo la vecchia versione, lasciando a certa gente il vanto di spacciarsi per eroi senza prenderli in considerazione. Però, alla fine, Berlusconi ha fregato tutti. E almeno questo riusciamo a digerirlo. Ma niente applausi da parte nostra.

Intercettazione sexy

D: Pronto?

S: Solo per dirti una cosa veloce veloce…

D: Dimmi, dimmi tutto!

S: Trovo Sabina Guzzanti molto sexy. Pronto? Pronto? Pronto? Ma dove sei finito?

E se lo viene a sapere Obama?

Angelina ha una pistola. Non solo sul set cinematografico, ma pure in casa. E sarebbe pronta ad usarla se qualcuno facesse del male ai suoi figli – il marito non è dato a sapere, va sempre a finire così quando i vip se ne escono con certe battute.

Se la memoria non mi tradisce, la Jolie è una delle supportes di Barack Obama. Ecco, adesso, come la mettiamo?

Ps: perché articoli così non sono pubblicati?

Buona Pasqua

A tutti voi e alle vostre famiglie.

Prova

Questo è solo un primo post di prova.