Volete che Silvio Berlusconi si levi dalle scatole per dare ampio respiro alla democrazia, alle manovre di palazzo, ai partiti che decidono gli equilibri parlamentari al di là dell’effettivo mandato ricevuto dagli elettori? Prego, avanti.
Perché se il Cavaliere non lo si riesce a mandare a casa affossando le sue leggi, si tenta disperatamente di attaccare la sua persona che si presta al gioco. Sguinzagliate flotte di giornalisti per misurare i centimetri della sua erezione, per capire se alle feste andavano più di moda i tanga o le guepière, i bunga bunga o i missionari. Poi andate in piazza a manifestare per la libertà di stampa e fatevi largo a spintoni per accaparrarvi l’ultima copia di Repubblica o del Fatto con tutti i particolari in prima.
Scaricate tonnellate di foto, video e audio da internet, chiudetevi bene in bagno prima di dedicarvi all’autoerotismo.
Al diavolo il lodo Alfano e tutte le altre porcate di leggi ad personam! Ora ci sono pure i dipietristi di destra a darvi una mano, quelli che confondono la legalità con la forca mediatica. Dateci dentro perché ora o mai più. E’ arrivato il vostro momento, voi che insultate chi osa mettere il becco in casa vostra senza il vostro consenso, ma che fate i moralisti dalle finestre degli altri.
Da che mondo è mondo, apprezzare le donne non è peccato. Noi siamo dei poveri diavoli, ancorati al vecchio mondo, all’età della pietra e pure oscurantisti per cui taciamo sui vizi privati, non ce ne frega granché delle attitudini sessuali dei personaggi pubblici, anche se nel profondo preferiamo dieci veline con un solo satiro a uno che in auto blu va a visitare uomini travestiti da donne.
E’ giunta l’ora. E allora sia. Chissà che questa volta siate in grado di celebrare un funerale con il morto dopo i tanti tentativi andati male. Auguri.
Non si capisce per quale motivo una notizia finisca sempre in secondo piano. Ieri il segretario del Partito democratico, Pierluigi Bersani, è stato fatto oggetto di minacce con una lettera inviata all’Ansa di Bari: “Bersani deve morire, la sua macchina esploderà”. Un messaggio recapito in quel clima di scontro che è tornato a farsi sentire nel mondo del lavoro, con le sedi della Cisl prese di mira perché il sindacato, a detta di chi rimpiange la lotta di classe, è troppo molle con gli imprenditori. O meglio, i padroni, sempre secondo quei tali.
Forse tra i futuristi c’è chi crede di essere più furbo degli altri o magari è semplicemente annoiato e così, per trascorrere al meglio la giornata, si inventa una battuta giusta per le agenzie stampa e per farsi quindi un po’ di pubblicità. Stranamente non si tratta di Italo Bocchino, ma di tale Maurizio Saia, esponente di Fli in commissione Affari costituzionali. Il quale ha fatto sapere di aver parlato con Giulia Bongiorno e che lui i suoi voteranno sì al lodo Alfano, “ma senza enfasi”, ha tenuto a precisare. E’ un po’ come Fabio Granata, talmente fedele alla linea finiana che ha votato no alla fiducia al governo settimana scorsa.