Archivio per 5 Novembre 2009|pagina archivio quotidiano
La maggioranza arenata nello stagno
Nella maggioranza il dibattito non è cambiato: al centro c’è sempre l’operato del ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, e lo ha fatto intuire molto bene un collega di governo, il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, riguardo ai fondi destinati alla polizia. Umberto Bossi lo ha stoppato, ma il sasso nello stagno era ormai già che lanciato. Poi c’è il premier che ha fatto intuire da una parte di essere stanco dei bastoni tra le ruote che arrivano dagli alleati, dall’altro di voler comunque procedere spedito sulla riforma della giustizia e sulla via del premierato forte.
Intanto è saltato il colloquio con Bossi e Gianfranco Fini per chiudere la partita sulle candidature regionali. Qualcosa però si muove nelle retrovie: un accordo con l’Udc di Pierferdinando Casini non è da escludere a priori. Peccato che non sia soltanto il Cavaliere a tessere i rapporti con i centristi, ma anche il presidente della Camera che in agenda ha un faccia a faccia con l’ex (?) amico Pierferdi.
Se le cose dovessero mettersi male, Berlusconi ha pronta la soluzione: urne anticipate per uscire ulteriormente rafforzato dal voto degli italiani, disposto a correre per conto proprio. La strategia è rischiosa: un successo così forte non è del tutto fondato, perché una maggioranza nuovamente divisa riporterebbe parte degli elettori a ricordare il clima degli anni passati. Un esempio su tutti: la scontro Silvio-Gianfranco sul contratto degli statali nello scorso governo di centrodestra, avvenuto quando ormai la legislatura era morta, arenata nello stagno. Lo stesso che pare di scorgere all’orizzonte in questi giorni.
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