Quale fastidio?
«La presenza del crocefisso, che è impossibile non notare nelle aule scolastiche potrebbe essere facilmente interpretata dagli studenti di tutte le età come un simbolo religioso. Avvertirebbero così di essere educati in un ambiente scolastico che ha il marchio di una data religione». Tutto questo «potrebbe essere incoraggiante per gli studenti religiosi, ma fastidioso per i ragazzi che praticano altre religioni, in particolare se appartengono a minoranze religiose o sono atei».
Così si è espressa la Corte europea dei diritti dell’uomo, dando retta al ricorso ad un’italiana di origini finlandesi, Soile Lautsi Albertin, disturbata dal crocifisso che i suoi figli erano costretti a vedere ogni giorno nella scuola di Abano Terme, Padova.
Siamo sicuri che non sia la vendetta della renna affumicata?
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[...] Pierluigi Bersani sulla sentenza Corte europea dei diritti dell’uomo vs. crocifisso. [...]