Archivio per 25 Ottobre 2008|pagina archivio quotidiano
Teste vuote
Il buon Walter sta bene dove sta. Vale a dire al posto di segretario del Pd, con tutti quelli che hanno deciso di andarlo a trovare al Circo Massimo a Roma. Lui sì che è una icona, un simbolo, piantato là in mezzo alla fiumana di gente. Come un Barack Obama qualunque, giusto per rendere meglio l’idea. Il buon Walter sta bene dove sta perché la sua posizione, in un solo pomeriggio, ha riassunto l’intera settimana di proteste studentesche contro il decreto Gelmini. O meglio, contro la riforma della scuola. Che sia una piazza, una strada, una stazione – magari quella di Cadorna a Milano -, o un circo – ma non quello Massimo -, ovunque tranne che a fare il proprio dovere. Gli studenti a studiare, Veltroni a starsene zitto.
Perché la solfa è sempre la stessa. La destra di qui, la destra di là. La crisi finanziaria: è mondiale, ma è colpa della destra ultraliberista che ora si scopre socialista. Non ci sono soldi: colpa della destra, che ha levato l’Ici e spremuto i poveri. Il mondo non gira: è a causa della destra, isolazionista, che odia l’Europa collettiva. In soli sei mesi di governo, Berlusconi ha fatto tutto questo. Il Cavaliere, a quanto pare, ha lavorato sodo. Magari male, stando alle parole del leader del Pd, ma ha lavorato.
Veltroni è invece uscito dal letargo, ma chi credeva che fosse alle prese con i libri, si è sbagliato di grosso, perché ha ripetuto le stesse parole della campagna elettorale e non si è applicato abbastanza da proporre una ricetta. Che delusione! Non era mica lui quello di “I care”? Io mi preoccupo? Di che si è preoccupato? Di svernare prima ancora che arrivasse la brutta stagione?
Tornando seri per un attimo, gli ultimi sette giorni davvero sono stati emblematici. Gli universitari, accompagnati dai professori, hanno manifestato il loro dissenso da un decreto che non li riguarda, ma forse non lo hanno ancora ben capito. E hanno mostrato, per l’ennesima volta, la loro arroganza. Il problema, per loro, è che gli altri italiani ormai non ci fanno nemmeno più caso e, forse, si sono arrabbiati perché il presidente del Consiglio si è esibito in un’altra delle sue rettifiche. Quelli, i casinisti, hanno la testa vuota, non si sarebbero fatti molto male.
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