Archivio per 27 Maggio 2008|pagina archivio quotidiano
Voce del verbo studiare
Per rendersi conto di quanto la sinistra italiana sia in gran parte ancorata a vecchi schemi basta volgere l’attenzione alle polemiche sorte in questi giorni sulla scuola e, in particolare, sui corsi di recupero previsti dalla nuova riforma di Fioroni. A quanto pare non ci sono soldi a disposizione degli istituti per garantire ai studenti un po’ somari e un po’ di dura cervice in alcune materie tali corsi di riparazione. E la trovata geniale l’hanno avuto a Palazzo Isimbardi, sede della Provincia di Milano, gestione pd. Verranno assicurati i fondi perché i nostri ragazzi evitino accuratamente le lezioni private.
Teoricamente parrebbe un’opera pia, in realtà è una bella fregatura. La storia delle lezioni private è vecchia come il cucco, in molti ci sono passati – sottoscritto compreso perché con il greco e la matematica all’inizio legavo ben poco, e anche dopo – e in molti lasciavano un quid al professore che così arrotondava. In nero, chiaramente. Fingere di indignarsi per una cosa del genere è retorica allo stato puro. Non c’entra affatto la questione sociale, ossia che i ricchi possono permettersele e i poveri no. C’entra solo il fatto che a scuola si va per studiare e chi sbaglia, inevitabilmente, paga.
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