Archivi del giorno: marzo 26, 2008

Giovannino l’infaticabile

L’archivio Guareschi che si trova nella sede del Club dei 23 a Roncole Verdi è immenso. Nel vero senso della parola. Raccoglie fiumi di carta e di scritti dell’autore parmense, morto troppo presto, capace però di lasciare in eredità ai figli e ai suoi lettori pagine e pagine di poesia, racconti e articoli. In questi ultimi anni le attività del centro studi proseguono frenetiche in vista della celebrazioni per il centenario della nascita che cade, ufficialmente, il 1 maggio.

Oggi Libero ospita la presentazione dell’ultimo volume, in termini di tempo, da parte di Egidio Bandini, giornalista conterraneo di Guareschi. A fine maggio, infatti, sarà in libreria “Il grande diario”, curato dai figli Alberto e Carlotta, fedeli custodi della memoria paterna. E’ il racconto, il secondo, dell’esperienza di Guareschi nei lager tedeschi. GG infatti aveva già lasciato ai posteri il Diario Clandestino, con la vita all’interno dei campi di prigionia, riuscendo a strappare i sorrisi dei lettori che vengono immersi in una realtà colpevolmente dimenticata da storici e cultura. La realtà degli Internati militari italiani, quei soldati che dopo l’8 settembre 1943 non vennero meno al giuramento al re, preferendo la strada per la Polonia o la Germania all’adesione alla Repubblica sociale. Una resistenza silenziosa, ma non meno efficace. Il Diario clandestino racchiude in sé l’animo guareschiano, quello che riesce a sopravvivvere anche quando la vita sembra qualcosa di impensabile e lontana.

Guareschi voleva bruciare, disfarsi di questi ricordi. Non lo fece e ora Alberto e Carlotta li hanno recuperati. Come hanno recuperato, con la collaborazione di due giovani ricercatori, altre pagine inedite, compreso un romanzo incompleto ambientato durante la guerra anglo-boera. Il buon Giovannino fu sempre uomo infaticabile. Celebri, per chi lo ha conosciuto direttamente, erano le notti passate sveglie a scrivere per il Candido, tra tazze di caffé e pacchetti di sigarette. In quel mondo Candido, fatto di perseveranza e umiltà, c’erano il Mondo Piccolo di don Camillo e Peppone, il Corrierino delle famiglie, le Lettere al postero e altre rubriche che lo rendono lo scrittore italiano più tradotto e più letto al mondo. Al mondo grande.

Chi di dovere non gli ha mai reso giustizia. Però chi merita ha sempre la meglio alla fine. E questo 2008 renderà a Guareschi quello che la cultura italiana ha sempre tolto. Forse, è andata bene così.

Mostre e manifestazioni

19 aprile: apre alla Galleria San Ludovico di Parma la mostra “Giovannino Guareschi, nascita di un umorista”.

1-4 maggio: apertura ufficiale delle celebrazioni del centenario della nascita a Fontanelle di Roccabianca (Parma) con “Buon compleanno Giovannino”.

Giugno: festival “Mondo piccolo cinematografico”.

Giugno – settembre: a Bologna, “Giovannino Guareschi e il cinema”.

21-22 novembre: presso l’Università degli Studi di Parma, convegno internazionale “Giovannino Guareschi: un autore moderno”.

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Giullare di corte

Sarà anche una campagna elettorale smorta, ma sa regalare momenti di puro divertimento. Politico, si capisce. Ci ha pensato quest’oggi Massimo Calearo, la punta di diamante del Pd in Veneto, perché si sancisa definitivamente l’affetto di Uolter agli imprenditori.

Il Calearo oggi si è prestato alle domande dei lettori del Corriere.it e si è dato da fare per creare grattacapi ai suoi e, sembrerebbe presumibile, ai suoi colleghi di lavoro. “Il Pd è nuovo perché è l’unico partito che guarda al futuro, rompe gli schemi e ci porta in Europa con un progetto simile a quello di Blair”, ha detto. Così nella grande casa democratica non ci sono solo l’effige di John Kennedy e Barack Obama, ma da oggi pure quella dell’ex Primo Ministro britannico che è stato bravo a beneficiare dei frutti di Iron Maggie. Da pronostico, potremmo dire che lui, Calearo, sarà il prossimo Gordon Brown. Lui che dice di Bertinotti “ragiona come se ancora ci fosse il muro di Berlino”. Lui che invece guarda al 2009. Breve termine insomma.

Interrogato sulle coppie di fatto, taglia corto: “Meglio non parlarne”. E adesso il buon Uolter dovrà farsene una ragione: il paladino degli ultimi perché siano anche loro i primi avrà il suo bel da fare per assomigliare a Tony Blair. Ma il massimo il nostro Massimo lo dà quando taglia corto sulla sua presenza nel Partito democratico: “Un imprenditore non può votare per un partito non democratico, gestito da un capo. Allora guardo al Pd perché è l’unico vero atto di coraggio nel nostro sistema politico attuale, l’unico sogno che si può realizzare”.

Interessante disamina alla luce di quanto aveva avuto modo di dire poco prima: “Io sono nato imprenditore-padrone e sulla terra preferisco non avere altri padroni. Non avevo interessi ad entrare in politica, sono stato interessato dalla novità del Pd”. Lui non vuole avere padroni, eccetto l’amico Uolter, lui è uno che vuole fare per conto suo. Almeno pare di capire. Perché, solitamente, chi non vuole padroni vuole fare da sé. Forse per questo il Pd è anche il partito dei lavoratori: tranquillo operaio, qui comando io perché non voglio che nessuno comandi me, ma mi piace tanto comandare te.

Sì, è comprensibile che il discorso sia complicato, però che vi attendete da uno che, da uno a dieci, si sente vicino 9,5 al burocratico Veltroni e -3 dall’imprenditore Berlusconi?

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