Ci ricordiamo ancora tutti cosa accadde due anni fa. Berlusconi veniva dato dai sondaggi per spacciato, finito, al punto che i suoi alleati si rassegnarono ben presto alla sconfitta e il gran recupero si arrestò sul più bello. La notizia di oggi, così, non preoccupa: se per Swg il distacco tra Pd e Popolo della libertà si è ridotto (in cinque giorni!) al 4-5%, mentre Sky oggi dava i due partiti divisi da nove punti. Il Cav. da parte sua si affida ai mebri del suo staff, quelli che, tanto per intenderci, dissero sempre due anni fa: se va a votare l’87% si può rivincere. Andò alle urne quasi l’87% e il margine era così sottile che Prodi è morto subito, anche se subito è comunque troppo tardi.
Walter Veltroni non si sbilancia. Dice di essere fiducioso del continuo recupero. Quindi fa intendere che crede ai sondaggi che lo danno in trend positivo. Dopo il tour in Veneto, l’ex sindaco di Roma è convinto di avere tutte le carte in regola per presentare decentemente il Partito democratico fra gli imprenditori. Ora dovrebbe bussare a Milano e mettersi di fronte ad una platea di commercianti, artigiani, piccoli e medi imprenditori, per l’appunto, e rispondere alle loro domande. Quelle varrebbero dieci-cento-mille sondaggi e non ci vuole un preveggente per capire che se la caverebbe male. Si, però. No, ma. Questo, ma anche quello. Flick-flock: gente così non piace a chi investe i soldi della sua vita. Non basta uscirsene con la proposta di un ministero (l’ennesimo) dedicato interamente al Nord-Est. Il leader del Pd dimostra che non ha capito nulla. Il Nord-Est non vuole un ministero per sé, desidera soltanto che nessuno gli rompa le scatole. Ministero=statalismo=assistenzialismo. Ma non doveva essere anche il partito dell’imprenditorialità?
