Giovani ok. Ma responsabili

Forse è il caso di chiarirlo una volta per tutte, soprattutto agli strilloni che si aggirano in politica, media, e campagna elettorale. Il rinnovamento della classe dirigente è una esigenza naturale per il semplice fatto che i vecchi, prima o poi, muoiono. E quindi avanti i giovani, il nuovo che avanza. Ma. Ma andiamoci con i piedi di piombo. Quindi diamo una occhiata fuori dall’Italia. Diamo una occhiata, per esempio, al Regno Unito.
Il leader dei conservatori, David “giovinciuffo” Cameron, ha poco più di quarant’anni e ha buone chance di diventare presto Primo Ministro. Ma il Cameron ha un curriculum mica da ridere alle spalle e non si intende politicamente. Ha lavorato in posti in cui è d’obbligo fare bene ed essere responsabili delle proprie azioni ed ergo dei propri errori. Posti in cui chi sbaglia paga. Il contrario del nostro Parlamento, dove siede gente che non ha mai lavorato come Dio comanda. Ovvero, non ha mai operato perché la propria aziende fosse in attiva o perché la società di cui era dipendente non perdesse la faccia anche per demerito suo. Tony Blair è stato avvocato in uno dei maggiori studi legali di Londra, ha coltivato la passione politica e poi ha rifondato il partito laburista. Lo staff dei presidenti della Casa Bianca è solitamente composto da esperti legali, ex dirigenti, giornalisti. Tutti individui che sanno cosa voglia dire avere il successo che deriva dallo sgobbare.
In questo buco, al contrario, la tanto acclamata nuova classe dirigente finirebbe per essere un surrogato di quella vecchia. Giovani che semplicemente prendono il posto dei vecchi. Tutto qui, la sostanza non cambierebbe. Dove è allora la differenza? Non c’è, poche balle.
Piaccia o meno, Silvio Berlusconi rappresenta questa differenza. Ora sta al nuovo partito, il Popolo della libertà, non cadere nella trappola di presentare, a livello nazionale o locale, facce giovani che, però, non sono cresciuti come individui nella società, ma solo come ricercatori disperati di una carica per trovare visibilità. Lavorare bene rende responsabili e non c’è come essere tali quando si è al servizio di uno stato.

1 Risposta a “Giovani ok. Ma responsabili”


  1. 1 yucca Marzo 1, 2008 alle 2:15 pm

    a proposito di giovani. il nuovo presidente russo medvedev ha solo 42 anni… poi, ovviamente, c’è obama


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