Archivio per 12 Febbraio 2008|pagina archivio quotidiano
He’s the writer for an old country
Sul blog down under tributo a Cormac McCarthy in corso.
Riassunto delle puntate precedenti
Con enorme dispiacere torniamo a parlare di politica. Immergere la testa e i pensieri nel pallone ovale è molto meglio. Ma il dovere chiama a rapporto.
Lo scorso novembre, in quel di Montecatini prima e di Roma poi, condividendo il tavolo a cena con lui, lui, lui e lei, io e il sindaco ci trovammo pienamente d’accordo su un impensabile patto FI – AN – Lega. Le prime due unite come non mai, i leghisti federati al Nord. Sembrava impensabile. Talmente impensabile che ad un certo punto ordinammo ancora da bere. Poi il solito Berlusconi ha pensato di sorprendere tutti e di rispondere al guanto di sfida di Veltroni che lo invitava a correre da solo alle prossime elezioni. In realtà non ha sopreso il sottoscritto.
L’accordo tra i due principali partiti della defunta Cdl è la logica conseguenza di un semplice ragionamento che non ha trovato spazio in politica fino a settimana scorsa per il semplice fatto che la politica sopravvive a se stessa complicando terribilmente le cose. Ora che ci si avvicina al caldo aprile, le teste hanno ripreso a funzionare ed eccoci qui. Con il Cav. e Fini che fanno la pace dopo le parole di fuoco dello scorso autunno, con l’idea di un Popolo delle libertà che parrebbe prendere forma, con i Circoli di qualsiasi tipo che tornano a far parlare di sé e con il solito Casini che, democristianemente, sta sul chi va là e scruta l’orizzonte. Tanto poi, se non vorrà morire, dovrà adeguarsi.
Berlusconi è chiamato ad un compito difficile, ottimo per lui che in questi casi torna a gasarsi e a risvegliare l’assopito elettorato di centrodestra. Non può commettere errori. Se è vero che i numeri sono dalla sua parte, non è detto che 2+2 faccia per forza 4. Sempre per quel dato di fatto che in politica le cose riescono terribilmente complicate e la matematica non è più una logica. Tutto è imprevedibile là dove mette mano l’uomo.
A noi comuni mortali non rimane che incrociare le dita. Per l’ennesima volta c’è in gioco il nostro futuro, miracolosamente ancora in piedi dopotutto, nonostante tutto. Però prima o poi il treno passerà e non tornerà indietro. Quindi, gente, ben saldi e pronti a salirci al volo.
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