Archivio per 8 Febbraio 2008|pagina archivio quotidiano
Ci scrive un gentleman
Oggi ho aperto la posta del vecchio blog. Ed ho trovato questo messaggio.
Siamo uomini e parecchio maschilisti, così per valutare un telegiornale ci soffermiamo anche sulla ancorwoman di turno che si appresta a leggere le notizie.
Questo un breve passaggio di un vostro autorevole articolo.
Vi rendete conto di quello che scrivete?
Siete il classico che non fa la differenza, siete inutili come i come 4 sfigati che vi consultano per farsi un’idea del vuoto cosmico che alberga nei vostri cervelli.
Per voi destra o sinistra è uguale: il tempio del qualunquismo, l’importante è la cultura omologata dei vostri divi, nani e ballerine di regime.
Tanto vale una tetta in televisione, visto che oltre non riuscite ad andare.
Sì io vi ho letto (mica peraltro ma perché sono incappato nel vostro sito) e quel poco che son riuscito a capire nei vostri sproloqui insulsi mi è stato sufficiente per non leggervi più. Ma anche per indignarmi.
L’indignazione è la prima delle armi che l’uomo ha per ribellarsi.
Le altre nel vostro caso sarebbero sprecate.
Così come sprecato sarebbe aggiungere altro tempo da dedicarvi.
Ma chi ve se fila come dicono a roma?
Solo una speranza: un bel tumore al vostro cervello incancrenito.
La firma è di un tale Edoardo Ramanand. E il caro signor Ramanand deve riferirsi ad un post che avevo scritto su Simona Branchetti, allora a Sky TG 24 od oggi al TG5. Nell’occasione avevo parlato (bene) di una bella giornalista che sa fare il suo mestiere. E nel mezzo ho scritto la famosa frase tanto incriminata riportata all’inizio dell’e mail.
Siccome so essere anche educato mi guarderò dal dargli retta. In compenso sputtano la sua ignoranza a tutti voi.
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