Archivi del mese: febbraio 2008

Soddisfazioni

Votaberlusconi.it linka il post di ieri. Cribbio ;)

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Morirà democristiano

La ricetta di Casini per andare avanti: tornare indietro.

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Un conservatore

William Buckley, fondatore della National Review
Un conservatore che oggi mi ha fatto compagnia. Per fortuna .

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Jeremy The Alien

I want him as Prime Minister

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La frontiera

 Noi, romantici conservatori di frontiera

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Walter, smettila!

Pare faccia apposta il caro Walter. Il suo Pd sta diventando tutto: cattolico, radicale, progressista, conservatore, manageriale e, da questa mattina, proletario: l’operaio della Thyssen Antonio Boccuzzi, la dipendente di una Asl piemontese, Franca Biondelli, e Loredana Ilardi, lavoratrice di un call center di Palermo. Sono i tre candidati che il leader del Pd Walter Veltroni ha presentato stamattina spiegando che “due sono le idee su cui si muove il Pd nella scelta delle candidature: portare in Parlamento forze e energie della società e essere il partito dell’Italia che lavora” (Ansa).

Così quello che doveva essere un movimento nuovo e innovativo, si sta trasformando nella caricatura della coalizione che ha provato a governare l’Italia guidata dal prode Romano, con i risultati che tutti bene conosciamo. Ma il nostro Walter si sta davvero impegnando non solo nella nella copiatura del programma del Popolo della libertà, ma anche anche della sua sigla. Fateci caso. “Siamo il partito dei lavoratori”.

Eh no, Walter: ora smettila e vedi di metterti a lavorare una volta tanto nella tua vita.

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E’ tornato

Se però gli italiani dovessero far vincere la sinistra e Veltroni, vorrà dire che se la sono cercata e se lo meritano.

Silvio Berlusconi, nel corso di “Radio anch’io”

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Il partner perfetto

L’uomo qua a sinsitra diceva di essere il più fedele di tutti. E i fatti, in un certo senso, gli davano ragione. Non si era mai lasciato incantare dalle sirene della vecchia politica, a modo suo non aveva abbandonato la barca ed era rimasto dall’altra parte. Oggi si è spostato in mezzo, nella terra di nessuno, pronto però a voler fare la differenza. Sta presentando la sua faccia da premier ideale per l’Italia, convinto che questa nazione abbia bisogno di gente che sappia decantare e riflettere. Nulla da eccepire. Ma è altrettanto vero che questa nazione ha bisogno di chiarezza e decisionismo nell’affrontare i grandi temi politici, etici e sociali così facciamo contenti tutti. L’uomo qui a sinistra, al contrario, sembra un bambino intento a levarsi i sassolini dalle scarpe e a chiedere vendetta per chi lo sdoganò a suo tempo, ponendolo pure sullo scranno più alto della Camera.

Pierferdinando Casini ci ha sedotti una volta sola, con il discorso a Montecatini lo scorso novembre. Più che sedurci, ci fece riflettere e chiedere al collega: “Ma è proprio lui, è proprio Casini che parla?”.

Sì, era proprio il caro Casini che, a conti fatti, sarebbe il partner perfetto di Veltroni. Uno che dice sì, ma anche no. L’altro che promette una cosa e poi fa l’esatto opposto.

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Ora mi arrabbio

Vengo a sapere di questa cosa. E non è che ci sia rimasto male, dal momento che ho sempre pensato che la classe politica italiana vivesse su un altro pianeta. Il fatto è che, nelle diverse occasioni in cui ho partecipato a corsi di formazione politica promossi da Forza Italia, ho sempre trovato qualche membro (?) di tal partito che spiegava come tal partito si stava adoperando per invadare la rete. Obiettivo: conquistare i giovani ed avvicinarli alla politica. Io ho provato a far presente a costoro che il centrodestra la rete se la era già pigliata da tempo con un certo blog aggregator, in anticipo sulle loro proposte. Che poi sono sempre le stesse: collaborate con noi, mandateci i vostri pezzi, non promettiamo un compenso, ma verranno di certo pubblicati, aderite alle nostre campagna e bla bla bla.

I vani tentativi sono quasi tutti falliti anche perché, siamo franchi, un conto è fare un progetto, un conto è a chi affidarlo. Se sono sempre gli stessi, vale a dire quegli stessi che vivono su un altro pianeta, allora non c’è server che tenga e si conquistano solo magre figure.

Domanda finale: perché farsi del male con le proprie mani? Perché? Poi occorrerebbe parlare di quei giovani che applaudono Berlusconi quando urla contro i parrucconi, ma poi ambiscono alla carica perché così, almeno per un po’, faranno i disoccupati fingendo di lavorare. Ma questo è un altro paio di maniche ed il fegato si è già rovinato abbastanza per oggi.

Ps: ne parla anche il socio. Io una richiesta del genere l’avevo fatta qualche settimana fa.

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My father’s gun

From this day on I own my father’s gun
We dug his shallow grave beneath the sun
I laid his broken body down below the southern land
It wouldn’t do to bury him where any Yankee stands

I’ll take my horse and I’ll ride the northern plain
To wear the colour of the greys and join the fight again
I’ll not rest until I know the cause is fought and won
From this day on until I die I’ll wear my father’s gun

I’d like to know where the riverboat sails tonight
To New Orleans well that’s just fine alright
`Cause there’s fighting there and the company needs men
So slip us a rope and sail on round the bend

As soon as this is over we’ll go home
To plant the seeds of justice in our bones
To watch the children growing and see the women sewing
There’ll be laughter when the bells of freedom ring

Elton John

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