La ridicola situazione della politica italiana, con un governo moribondo tenuto in vita a dosi di morfina e una opposizione che si mette a litigare come fanno i bambini quando scelgono chi vogliono nella propria squadra prima della partita di pallone, è la replica perfetta della società che abita in questo dannato Paese. Ormai siamo alla frutta. E non aspettiamoci nemmeno un digestivo per acquietare lo stomaco dopo un pranzo pesante e andato di traverso.
Della vicenda Miss Delta sappiamo tutto, nel senso che non sappiamo niente (molto probabilmente non c’è niente da sapere). Il circuito mediatico però ha già condannato la Bergamini come sempre accade quando si accendono le telecamere in questo dannato Paese. Prendiamo gli ultimi eclatanti casi di omicidio, Perugia e Garlasco: prima ci scappa il morto, poi arrivano gli inquirenti, infine i giornalisti. E il colpevole di turno finisce dietro le sbarre, per poi chiedere scusa dal momento che mancano arma del delitto e movente. Il fatto è che ormai in questo dannato Paese la gente si aspetta che la televisione risolva ogni cosa: come in CSI e surrogati, escludendo a priori il ragionamento. Solo che a Las Vegas hanno Grissom e allora là le cose tornano, da noi partono e si disperdono nei dubbi.
La Bergamini, ci dispiace dirlo, è la sfigata di turno capitata sotto i ferri di un pessimo dottore, la società italiana. Fatta, come dice giustamente il nostro socio, di invidia e livore. Pronta subito a puntare l’indice contro l’accusato di turno perché lo dice la televisione e lo dice l’opinione pubblica. Dove aleggia supremo il politicamente corretto partorito, guarda caso, a sinistra. Partorito da quella specie di razza umana antropoligicamente superiore, come ci teneva a ricordare un tale di Repubblica. Guarda caso.

